PUNTO 2- Italia, migliora commercio estero marzo,rimane prudenza

martedì 28 aprile 2009 15:56
 

 (aggiunge in settimo e ottavo paragrafo commento
sottosegretario Urso e riscrive parzialmente nono paragrafo)
 
 MILANO, 28 aprile (Reuters) - Il commercio italiano con i
Paesi extra Ue torna in positivo per la prima volta da dicembre
2006, registrando a marzo un surplus di 176 milioni di euro dal
deficit di 1.213 milioni di marzo 2008.
 In miglioramento è risultato anche il saldo nei primi tre
mesi dell'anno, sempre in deficit per 4.546 milioni, ma in
deciso recupero rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso
quando il disavanzo era stato di 6.870 milioni.
 E' ancora presto per cantare vittoria, commenta però
l'economista di Unicredit Marco Valli.
 Se è vero che le esportazioni hanno registrato a marzo una
flessione tendenziale del 15%, inferiore al calo del 22% di
febbraio e del -30% di gennaio, "è ancora difficile dire quento
dipenda dalla volatilità di questi dati e quanto da una reale
positività", dice Valli.
 Lievi segnali di ripresa sembrano tuttavia apparire
all'orizzonte, ma per averne la certezza è necessario aspettare
i dati di aprile, aggiunge.
 "Il sentiment e l'indice sugli ordini dall'estero hanno
imboccato il sentiero di un graduale recupero", dice Valli. "Ma
sarà soltanto dai dati di aprile che vedremo se il miglioramento
resiste e se possiamo davvero aspettarci un punto di svolta. Del
resto, i dati mensili sul commercio sono estremamente volatili,
ma mi sembra di poter ipotizzare che il fondo della crisi sia
già stato toccato nel primo trimestre".
 Sul fronte politico anche Adolfo Urso, sottosegretario al
Ministero dello Sviluppo Economico con delega al commercio
estero, abbraccia un analogo invito alla prudenza.
 "Il ritmo di caduta dell'export italiano verso i Paesi extra
Ue sta rallentando. E' presto per stabilire se ci stiamo
avvicinando al punto massimo di flessione, ma è molto probabile
che ciò stia avvenendo", ha detto commentando i numeri diffusi
da Istat.
 Decisamente più ottimista era stato la settimana scorsa il
ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che,
anticipando i dati sugli ordinativi dall'estero a marzo, li
aveva interpretati come un segnale di ripresa. Sulla stessa
linea anche il ministro delle Finanze Giulio Tremonti che già un
mese fa invitava a guardare alcuni indicatori positivi, tra i
quali figurava proprio il commercio extra-europeo, per scorgere
le prime luci alla fine del tunnel della crisi.
 
 RESISTE L'EXPORT CON LA CINA, IMPORT GREGGIO MARZO -52,3%
 E' il terzo mese consecutivo che entrambi i flussi
commerciali registrano un andamento tendenziale negativo,
nonostante la flessione delle esportazioni a marzo sia
rallentata.
 Eccezione di rilievo, in un panorama generalmente negativo,
sono le esportazioni verso la Cina, salite il mese scorso del
18,1%, e dei paesi Opec, a +12,3%, mentre il calo maggiore
colpisce i flussi verso Turchia (-39,9%), Russia (-27,6%) e
Stati Uniti (-21,9%).
 Sempre a marzo le esportazioni di computer, apparecchi
elettronici, ottici, elettrici e di prodotti alimentari si sono
mossi in controtendenza, sottraendosi al calo generalizzato. Al
contrario, tra i settori più colpiti figurano il coke e i
prodotti petroliferi raffinati (a -52,3%), mezzi di trasporto e
prodotti tessili.
 In forte calo anche l'importazione di greggio, diminuita il
mese scorso del 52,3%.
 Nel primo trimestre 2009 le importazioni di greggio sul
totale degli acquisti dai paesi extra-Ue, che nel 2008
ammontavano al 22,5%, hanno pesato solo per il 13,3%,
confermando il calo in corso della domanda di prodotti
energetici che sta penalizzando i prezzi del greggio.
 
 - ha collaborato Giuseppe Fonte