26 novembre 2008 / 10:15 / tra 9 anni

PUNTO 1-Italia, crollo fiducia imprese prelude a calo Pil trim4

(Aggiunge dettagli)

MILANO, 26 novembre (Reuters) - Crolla ai minimi dall‘agosto 1993 in novembre la fiducia delle imprese italiane, rispecchiando la caduta registrata dal morale delle imprese francesi e tedesche.

Nel caso dell‘Italia, il crollo della fiducia spinge gli economisti a prevedere per l‘ultimo quarto dell‘anno una contrazione del Pil non lontana dal mezzo punto percentuale di crescita perso nel terzo trimestre.

L‘indagine congiunturale Isae, il cui indice destagionalizzato questo mese scende a 72,2 da 76,9 contro attese pari a 76, evidenzia inoltre per la prima volta segnali di contrazione del credito.

“Aumenta inoltre dall‘8 al 14% la quota di imprese che hanno avuto recenti contatti con le banche, ma che non hanno ottenuto il finanziamento sperato; nella maggior parte dei casi, il mancato finanziamento è dovuto a un esplicito rifiuto da parte degli operatori finanziari”, si legge in una nota Isae.

Per Paolo Mameli di Intesa SanPaolo “la cosa preoccupante è il calo degli ordini”.

La fiducia scenderà probabilmente ancora secondo l‘economista di Intesa, e così la produzione industriale.

“Le imprese stanno rivedendo i piani di produzione e quindi anche la produzione industriale potrà scendere ancora”.

I giudizi sugli ordini sono scesi a -45 da -37 toccando i minimi da agosto 1993.

“Calano anche nettamente livelli e aspettative sugli ordini, sia sul mercato interno sia su quello estero; il calo della domanda ha anche forti ripercussioni negative sulle attese di produzione”, scrive Isae.

Sull‘onda di una produzione industriale in ulteriore flessione il prodotto interno lordo registrerà probabilmente nel quarto trimestre una contrazione pari o poco inferiore al calo di 0,5% segnato tra giugno e settembre. Il 2009 si aprirebbe con premesse decisamente deboli.

“Gli indicatori congiunturali non danno ancora alcun segnale di una ripresa nel 2009”, commenta Mameli.

Ancor più pessimista Daniele Antonucci di Merrill Lynch secondo cui “l‘Italia sarà in recessione per buona parte dell‘anno prossimo”.

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