25 giugno 2009 / 14:45 / tra 8 anni

PUNTO 1-Fmi più positivo su ripresa, ma timori su Est Europa

(riscrive aggiungendo dichiarazioni e background)

PARIGI, 25 giugno (Reuters) - L‘economia globale potrebbe tornare alla crescita prima del previsto e il Fondo monetario internazionale si appresta a una revisione leggermente migliorativa delle proprie proiezioni sulla congiuntura, in particolare per l‘anno prossimo, anche se ci potrebbere essere ancora problemi per i paesi emergenti.

Lo dice alla stampa John Lipsky, primo direttore generale aggiunto dell‘Fmi.

“Dopo due trimestri di grande calo, si vedono segnali sul fatto che il ritmo della contrazione dell‘output globale stia diminuendo”, ha detto John Lipsky che partecipava stamane a una conferenza a Bercy organizzata da Club di Parigi e Institute of International Finance.

“Nelle prossime settimane, rivedremo le nostre prospettive di crescita e siamo propensi a rivedere leggermente al rialzo le nostre proiezioni, in particolare per il 2010”.

Lipsky ha anche spiegato che i problemi ad accedere ai capitali esteri e la domanda debole dai mercati dell‘esportazione pesano ancora in maniera consistente e la ripresa dei paesi emergenti dipenderà dalla ripresa delle economie avanzate.

“Ci aspettiamo che gli output gap e i tassi di disoccupazione nelle economie emergenti e in via di sviluppo continuino a crescere fino alla fine del 2010”, ha detto.

“Il recupero modesto” di quest‘anno partirà dall‘Asia, dove Cina e India sono viste in crescita, mentre si stabilizzeranno le economie dell‘America Latina.

“I maggiori cali dell‘output sono previsti nell‘Europa centrale e dell‘Est e nel Commonwealth perchè una inversione di flussi di capitale ha sgonfiato il boom del credito e ha portato assestamenti delle bilancie dell partite correnti”, ha detto.

Sia Lipsky che il membro del consiglio della Bce Christian Noyer hanno detto che i paesi baltici come Lettonia, che sta lottando per difendere l‘ancoraggio della propria valuta all‘euro, non sarebbero aiutati dall‘aderire troppo presto alla moneta unica.

“E’ interesse dei paesi candidati a far parte della moneta unica non aderire troppo presto perchè questo rischierebbe di rendere la situazione economica disastrosa”, ha detto Noyer nel suo intervento allo stesso convegno.

La Lettonia, che sta affrontando un calo del Pil di quasi il 20%, ha fatto dell‘ingresso nella zona euro parte del suo piano per combattere la crisi, ma Lipsky ha avvertito che la politica valutaria da sola non basta.

“Se c’è una soluzione, comincia con politiche macroeconomiche”, ha detto. “Nessuna soluzione relativa ai tassi di cambio o al regime valutario rappresenta una via d‘uscita per questo tipo di problemi”.

“Quello che conta è che il regime valutario sia credibile e coerente”.

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