Istat, sciopero non impedisce diffusione dati, prosegue polemica

venerdì 25 settembre 2009 16:17
 

ROMA, 25 settembre (Reuters) - Lo sciopero dei dipendenti Istat, indetto oggi dalla sigla sindacale Flc-Cgil per protestare contro l'esternalizzazione della raccolta dati per l'indagine sulle Forze lavoro, non ha impedito la regolare diffusione delle vendite al dettaglio relative a luglio 2009.

Continua intanto la polemica sulle ragioni dello sciopero fra i sindacalisti che contestano la scelta di esternalizzare servizi e l'azienda che difende la scelta.

Si apprendono anche nuovi dettagli sulla questione e sul ruolo giocato dal governo nella vicenda.

La raccolta dati, che sarà effettuata a partire dal 15 ottobre da Ipsos (ISOS.PA: Quotazione) dopo un regolare concorso, è stata eseguita a partire dal 2002 da una rete di collaboratori arrivata a quota 317 persone, spiegano dal sindacato. Secondo quanto appare da verbali dei consigli d'istituto consegnati a Reuters da sindacalisti, a partire dal 2005, però, si inizia a dibattere all'interno dell'Istat sulla creazione di una società controllata dal medesimo istituto e che si occupi appunto della raccolta di questi dati. L'istituto porta avanti i contatti con gli organismi di vigilanza per la sua costituzione, ma il 23 luglio 2008 decide che "in considerazione delle difficoltà normative che sembrerebbero precludere l'affidamento alla costituenda società delle interviste Capi, ha invitato in via cautelativa l'amministrazione a predisporre gli atti per indire un'apposita gara", che sarà poi bandita il 13 ottobre 2008, come si legge in uno dei verbali dei consigli d'istituto. Il ministero della Pubblica amministrazione (che ha sostituito quello della Funzione pubblica, ed è retto da Renato Brunetta) sembra comunque approvare la costituzione della società.

In sede di consiglio il 17 febbraio di quest'anno, il direttore generale riferisce infatti come "da contatti informali con l'Ufficio legislativo del Dipartimento della funzione pubblica e l'innovazione è emerso l'orientamento del dipartimento ad autorizzare [...] a costituire la società di rilevazione statistica mediante il deposito dello statuto presso un notaio, senza la preventiva adozione del Dpcm [decreto del presidente del Consiglio] o del Pdr [presidente della Repubblica]".

Ad aprile l'Istat decide appunto di depositare tale statuto, ma "in considerazione dei tempi tecnici necessari" concede una proroga di sei mesi al 31 dicembre 2009.

Nella seduta del 26 maggio l'allora presidente dell'Istat Luigi Biggeri comunica la risposta negativa alla richiesta di proroga avanzata al ministro per l'Innovazione e la Pa Brunetta: "Il ministero non appare disponibile a concedere la proroga richiesta. Si resta in attesa degli sviluppi a questo riguardo, auspicando una soluzione rapida del problema, pur ritenendo che la situazione presenti alti margini di criticità".

Poco meno di un mese dopo l'ipotesi di una società controllata dall'Istat sembra già più lontana e scongela la gara per l'appalto che era stata bandita il 13 ottobre 2008, poi bloccata. Il consiglio "si riserva comunque di approfondire per il futuro l'ipotesi di affidare l'attività di rilevazione dei dati a una struttura interna", al momento "non percorribile".