Italia, Pil -5,2% in 2009, -0,5% in trim2 - Unicredit

giovedì 25 giugno 2009 17:52
 

MILANO, 25 giugno (Reuters) - In Italia la recessione è ancora in corso, ma le indagini fra le aziende continuano a mostrare segni di miglioramento e in aprile la produzione industriale è cresciuta rispetto al mese precedente per la prima volta da un anno.

Lo sottolinea uno studio di Unicredit che corregge lievemente la sua previsione per il Pil 2009 a -5,2% da -5,1% atteso in precedenza.

La contrazione del 2,6% nel primo trimestre (rivista in senso peggiorativo nei dati definitivi di 0,2 punti percentuali rispetto ai dati provvisori) è stata più pesante di quanto si aspettassero gli analisti di Unicredit, sia nella componente della spesa privata (-1,1%) che delle esportazioni (-11,8%). Sono invece calati meno delle previsioni gli investimenti, pur con un bilancio ampiamente negativo (-5%).

Ma nel secondo trimestre i segnali puntano a un rallentamento della recessione. L'indice Isae di fiducia nel manifatturiero è salito per il terzo mese di fila in giugno e raggiunge il valore di 69,3, rispetto ai minimi di 61,9 a marzo. L'indicatore dell'Ocse che anticipa il ciclo industriale di circa 4 mesi sembra confermare che un trend positivo sia in atto.

Secondo Unicredit, le stime sul pil del secondo trimestre traggono parziale conforto dal +1,1% "tecnico" della produzione industriale di aprile e dalle immatricolazioni di auto. Queste ultime beneficiano degli aiuti pubblici e dovrebbero evidenziare risultati sensibilmente migliori rispetto al primo trimestre, quando sono cadute quasi dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Complessivamente, Unicredit conferma la previsione di una contrazione dello 0,5% del pil nel secondo trimestre sul trimestre precedente, con un margine di rischio di 0,2-0,3 punti percentuali.

Sui tempi della ripresa, la banca milanese non prevede un andamento positivo dell'economia fino al prossimo anno.

Per quanto riguarda la disoccupazione, nei primi tre mesi dell'anno si registra un aumento fino al 7,1%, peggior dato dal 2005. Le maggiori difficoltà sono riscontrate fra i lavoratori autonomi e precari. Tuttavia, il mercato del lavoro italiano soffre meno dei quelli del resto della zona euro.

Il credito mostra un andamento bifronte, essendo in timida ripresa sul fronte dei privati ma in contrazione continua su quello societario.

Contribuisce al primo la spinta dai mutui in crescita dopo 7 mesi consecutivi di calo, mentre si riduce il credito al consumo. Sul secondo fronte invece, più che le difficili condizioni di accesso al credito, secondo la banca è la scarsità di domanda di finanziamenti a causare la decrescita.