June 23, 2009 / 10:54 AM / 8 years ago

Italia, gestione bilancio riduce percezione rischio debito - Ue

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BRUXELLES, 23 giugno (Reuters) - La prudente gestione dei conti pubblici e la relativa solidità del sistema bancario potrebbero aver contribuito a contenere la percezione del 'rischio paese' Italia da parte dei mercati finanziari.

Inoltre l'andamento delle aste di titoli di Stato anche negli ultimi mesi è rassicurante. Lo dice un rapporto sulle finanze pubbliche nell'Unione monetaria europea pubblicato stamattina a cura della Commissione.

Nella sezione dedicata all'Italia, si sottolinea che la crisi ha determinato un aumento degli spread, ma che i livelli attuali restano molto meno significativi di quelli precedenti all'unione monetaria, ngevano i 1.200 punti base.

"La prudente risposta fiscale del governo alla crisi, insieme alla relativa salute del sistema bancario potrebbe aver contribuito a contenere la percezione del rischio fiscale dell'Italia da parte dei mercati finanziari" si legge su rapporto.

"Sebbene il persistere di ampi spread farà aumentare il costo del debito nel lungo termine, finora l'impatto sulla spesa interessi del governo è stato limitato. Questo è un discorso che vale per i bond a lungo termine, per quelli a breve si registrano tassi d'interesse inferiori rispetto all'anno scorso, il che implica un più basso costo del debito nel 2009 rispetto al 2008" dice ancora il rapporto.

Il documento accoglie con favore i nuovi collocamenti che definisce riusciti anche nei mesi più recenti.

"Questo è rassicurante, specie alla luce dell'ampio volume di emissioni sovrane anticipato a livello globale e dato che gli investitori stranieri rappresentano più della metà degtli investitori di titoli del governo italiano" precisa.

Secondo la commissione, a dispetto dell'alto debito pubblico, i conti dell'economia italiana appaiono ampiamente bilanciati rispetto al resto del mondo, il che riflette l'andamento complessivamente positivo della bilancia commerciale di beni e servizi negli ultimi dieci anni.

Il rapporto plaude anche allo stato di salute del settore privato italiano e delle famiglie dicendo che hanno "un livello di debito relativamente basso e continuano ad accumuilare consistenti risparmi".

"Dopo la crisi abbiamo preso coscienza del fatto che nel complesso è stata data ad una serie di variabili, tra cui il debito privato, un'importanza insufficiente e questo è uno dei fattori che potrà essere tenuto in considerazione in futuro", aggiunge una fonte della direzione generale Affari economici e finanziari della commissione Ue.

Non manca tuttavia una nota più negativa.

"Comunque, gli squilibri interni creati da un debito pubblico molto alto hanno un impatto sulla vulnerabilità finanziaria dell'Italia e potrebbero rendere il costo del capitale relativamente alto per l'intera economia, pesando così sulla sua crescita potenziale".

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