December 22, 2008 / 2:55 PM / 9 years ago

Crisi,subito tavolo;ok settimana corta ma senza furbizie-Epifani

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ROMA, 22 dicembre (Reuters) - Aprire a gennaio un tavolo di confronto con le parti sociali per affrontare la crisi. Sì alla settimana di lavoro di quattro giorni e no alla equiparazione all'età di pensionamento fra uomini e donne. Meglio sarebbe l'introduzione di un principio di flessibilità nell'uscita dal lavoro.

E' il messaggio che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, invia al governo parlando al direttivo dell'organizzazione alla quale ha proposto un calendario di iniziative di mobilitazione che si concluderà con una manifestazione a Roma per la fine di marzo.

"E' necessario avviare un tavolo sulla crisi perché in questa fase e con l'avvio del nuovo anno (quando fra gennaio ed aprile si manifesterà il picco negativo della crisi economica) bisognerà concentrarsi sulle modalità con le quali affrontare gli effetti di questa situazione", ha detto Epifani precisando che il tavolo di confronto, richiesto anche recentemente dalla Confindustria, "non può riguardare solo le conseguenze della crisi, e cioè la gestione degli ammortizzatori sociali, ma deve partire dalle scelte di politica macroeconomica e industriale".

Secondo Epifani, la politica del governo è "miope" e "l'ottimismo del presidente del Consiglio non giustificato".

Il leader della Cgil lamenta "l'assenza di una politica industriale del governo e il silenzio a fronte della crisi della Fiat FIA.MI e delle ipotesi prospettate dal suo amministratore delegato".

Sergio Marchionne ha parlato di alleanze necessarie nel settore auto che lasceranno in vista solo 5 o 6 gruppi a livello mondiale.

A proposito del dibattito sulla settimana corta e sull'utilizzo di contratti di solidarietà il segretario della Cgil ha osservato: "Ben venga l'avvio di un confronto con governo e imprese su tutte le forme di tutela" a patto che "siano inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro, non escludano i lavoratori precari e non costituiscano una furbizia per evitare al soggetto pubblico di investire tutte le risorse necessarie".

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha detto oggi in una intervista che per salvare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica il governo pensa a meno ore di lavoro e meno salari.

"Si può andare in cassa integrazione per una parte della settimana e lavorare per la restante. Ma penso anche ai contratti di solidarietà", ha detto Sacconi in un'intervista a La Repubblica.

Meno lavoro significa anche salari inferiori "ma non dimentichiamoci che ci sarà l'integrazione del sostegno al reddito", sottolinea il ministro.

Per quanto riguarda le pensioni Epifani ha ribadito il no ad una "eguaglianza formale del pensionamento di uomini e donne" e indicando invece la strada della flessibilità in uscita "prevista dalla riforma Dini e cancellata da Maroni".

Proseguono poi le iniziative di mobilitazione contro le politiche del governo che, se inascoltate, culmineranno in una manifestazione nazionale a Roma per fine marzo.

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