21 agosto 2008 / 10:00 / 9 anni fa

Zona euro, debolezza economia si stabilizza in agosto

<p>Jean-Claude Trichet, presidente della Bce REUTERS/Alex Grimm</p>

LONDRA (Reuters) - L‘attività manifatturiera e quella dei servizi nella zona euro si sono inaspettatamente stabilizzate ad agosto, pur restando in piena contrazione.

Ad aiutare la frenata del declino sono i prezzi del petrolio che, scendendo rispetto al picco record toccato a metà luglio, hanno alleviato le pressioni inflazionistiche lasciando sperare in un mantenimento dei tassi di interesse attuali, senza ulteriori rialzi.

Le stime flash dell‘indice Pmi della zona euro a agosto, realizzato da Royal Bank of Scotland e Markit, sono risultate migliori delle aspettative, sebbene traccino il profilo di un deterioramento in corso dell‘attività e dell‘occupazione, all‘interno di un‘economia in evidente declino.

I risultati delle due più importanti economie europee, Germania e Francia, non allontanano dal 2008 lo spettro della recessione.

Gli economisti sostengono che l‘Europa, dopo la contrazione dello 0,2% nel secondo trimestre, potrebbe restare sull‘orlo del precipizio in ogni caso, anche se l‘attuale trimestre non registrasse un calo.

“Ci sono molte probabilità che si cada davvero in recessione”, commenta Dominic Bryant, economista di Bnp Paribas, dopo la pubblicazione delle stime Pmi.

Le stime flash dell‘indice Pmi servizi sono scese a agosto a 48,2, il minimo da giugno 2003, da 48,3 di luglio. Un livello superiore alla previsione di 48, che indica però uno stato di contrazione come tutti i numeri al di sotto di quota 50.

“Queste stime non indicano un calo del Pil nel terzo trimestre”, dice Jacques Cailloux, economista capo della zona euro per Rbs, secondo cui i dati sembrano scritti “in copia carbone” su quelli di luglio. Non mostrando significative differenze rispetto al mese scorso potrebbero essere accolti con sollievo dalla Banca Centrale Europea: oltre a non indicare un‘accelerazione del deterioramento economico, segnalano infatti anche un rallentamento dell‘inflazione.

Secondo l‘ecopnomista, la Bce dovrebbe mantenere i tassi al 4,25% per il resto dell‘anno, in attesa di un calo dell‘inflazione, per poi tagliare nel 2009.

Preoccupante è il declino dell‘indice sull‘occupazione nel settore servizi a 49,2, il minimo dall‘inizio del 2004.

Secondo Cailloux, questo è da collegare con in continui aumenti nella zona euro del tasso di disoccupazione, attualmente al 7,3%.

Dati come questo potrebbero favorire un allentamento delle pressioni inflazionistiche nella zona euro, oggi pari al doppio rispetto al tetto del 2% prefissato dalla Bce.

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