Ricchi e poveri si allontanano, Italia non fa eccezione - Ocse

martedì 21 ottobre 2008 17:14
 

PARIGI, 21 ottobre (Reuters) - Ricchi e poveri del mondo sono sempre più lontani e l'Italia non fa eccezione, con il sesto gap dei redditi per ampiezza tra le nazioni industrializzate. Ma la forbice non si allarga quanto temuto dai più pessimisti e non è tale da provocare disordini sociali.

Lo dice "Growing Unequal", ultimo studio Ocse sui divari di ricchezza, spiegando che a compensare le ineguaglianze ci pensano i governi, aumentando le tasse e la spesa per il welfare.

"L'aumento delle diseguaglianze, benchè diffuso e significativo, non è stato così spettacolare come si pensa" si legge nelle 390 pagine dello studio.

Nella classifica dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, la Danimarca è il paese con gli squilibri di reddito minori, appena meglio della Svezia, mentre in fondo c'è il Messico, ultimo davanti a Turchia e, forse non sorprendentemente, Stati Uniti.

Nella democrazia a stelle e strisce il 10% super ricco ha un reddito medio di 93.000 dollari (in termini di Purchasing power parity*), contro una media Ocse di 54.000 dollari, il 10% super povero guadagna 5.800 dollari/anno, contro una media Ocse a 7.000.

ITALIA NELLA SESTA PEGGIOR POSIZIONE OCSE

Quanto all'Italia, la spinta all'allargamento della forbice è stata forte all'inizio degli anni '90 e ci ha portato alla sesta peggiore posizione tra i paesi Ocse, calcola il report. A fronte di un reddito medio del 10% più ricco a circa 55.000 dollari (in termini di Ppp), il 10% più povero si ferma a 5.000 dollari.

Per i 24 paesi Ocse di cui esistono i dati, la crescita cumulativa delle diseguaglianze è stata del 7% tra la metà degli anni '80 e la metà degli anni 2000, con il movimento maggiore visto nei primi dieci anni del periodo.   Continua...