Borsa Shanghai -4,3%, tocca minimo 2 mesi, -20% in 2 settimane

mercoledì 19 agosto 2009 10:51
 

SHANGHAI, 19 agosto (Reuters) - La borsa di Shanghai registra una nuova, rumorosa caduta. L'indice Sss Composite .SSEC ha chiuso a -4,3%, con gli investitori che abbandonano la piazza cinese dopo la delusione per l'inattività delle autorità di Pechino di fronte alle ripetute perdite delle ultime sedute.

In due settimane la borsa di Shanghai ha ormai perso circa il 20%. La chiusura odierna a 2.785,854 punti è la più bassa degli ultimi due mesi. Poco dopo, la vicina Hong Kong ha seguito una direzione simile, seppure limitando le perdite. L'Hang Seng .HSI ha chiuso infatti a -1,73%, toccando il minimo da un mese.

Negli ultimi mesi, la corsa ai titoli cinesi era stata alimentata dall'ottimismo sulla ripresa economica globale e dall'appetito per il rischio. Tra correzioni fisiologiche e dati macroeconomici americani meno rosei del previsto, si è recentemente assistito a una rapida inversione di tendenza, che ha finito per assumere i contorni della corsa alle scialuppe.

"Gli investitori sono delusi dal fatto che i regolatori sembrano incapaci di prendere provvedimenti concreti per sostenere i mercati, in un momento di crisi di fiducia dopo i ripetuti ribassi delle ultime due settimane", dice l'analista Chen Huiqin di Huatai Securities a Nanchino.

Sostenuti dalle esigenze di auto-finanziamento dei giganti dell'industria statale, i mercati cinesi sono solitamente stati salvati dal governo nei momenti di improvvisa e grave debolezza, di modo che gli investitori si sono abituati a questa rete di protezione.

Ma questa volta, l'apparente volontà di Pechino di lasciare il mercato al proprio destino ha causato una fuga generale dall'azionario che ha colpito duramente, tra gli altri, le recenti quotate China Everbright Securities (601788.SS: Quotazione) e China State Construction Engineering (601668.SS: Quotazione), oggi in perdita rispettivamente del 10% e del 7,4%. Un analista anonimo ritiene addirittura l'abbandono delle nuove quotate un guanto di sfida ai regolatori, che da qualche tempo hanno accelerato nell'approvare le nuove quotazioni in seguito alla pressione del governo per consolidare la struttura economico-finanziaria del paese, salvo poi restare a guardare nell'attuale momento di difficoltà.

Gli analisti non perdono però la speranza sulle prospettive della Cina a livello macroeconomico, ritenendo improbabile sia un brusco rallentamento dell'economia del gigante asiatico, sia un cambio di politica monetaria da parte dell'autorità.