Credito, stretta colpisce più manifattura che servizi - Isae

giovedì 19 marzo 2009 12:12
 

ROMA, 19 marzo (Reuters) - La stretta del credito sembra colpire "soprattutto le imprese manifatturiere, ed in misura minore quelle dei servizi e del commercio".

Lo dice l'Isae in una nota che illustra un'indagine sull'accesso ai finanziamenti durante la crisi finanziaria.

Secondo l'Istituto, "nel manifatturiero le condizioni creditizie peggiorano drasticamente a partire dal mese di novembre e si mantengono negative anche nei primi mesi del 2009".

Aumenta la quota di imprese razionate, principalmente dovuto ad espliciti rifiuti a concedere il fido da parte delle istituzioni finanziarie (razionamento in senso forte). Inoltre, il razionamento sembra colpire soprattutto le imprese esportatrici, maggiormente esposte agli effetti della crisi internazionale.

Invece "nei servizi, dopo un forte aumento alla fine del 2008, torna a diminuire nei primi mesi del 2009 la quota di imprese razionate. Nel commercio, infine, fenomeni di credit crunch erano maggiormente avvertibili all'inizio dello scorso anno, e sono divenuti man mano meno rilevanti nel corso del 2008 e nei primi due mesi del 2009", dice l'Isae.

Differenze significative emergono anche a livello dimensionale (limitatamente ai settori dell'industria e del commercio per i quali tali dati sono disponibili). In particolare, i fenomeni di razionamento del credito sembrano colpire soprattutto le imprese di piccole e - nell'industria - media dimensione, e sono invece più trascurabili per le imprese più grandi.

Non sembrano emergere particolari differenze su base geografica. Anzi, secondo Isae nel settore manifatturiero ed anche in qualche caso per i servizi "sono le imprese del centro nord spesso a dichiarare maggiori preoccupazioni rispetto alle condizioni di credito e sono anche quelle che risultano maggiormente razionate, in senso debole o forte".