MONETARIO - Cosa succede oggi giovedì 19 novembre

giovedì 19 novembre 2009 07:32
 

* In arrivo nella tarda mattinata le nuove stime macro Ocse sulla congiuntura delle principali economie mondiali, Italia inclusa. Gli ultimi numeri ufficiali a cura dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sono quelli dell'Economic outlook di fine giugno, di cui l'organismo basato a Parigi ha però ritoccato la proiezione relativa al Pil 2009, e parlano di una contrazione economica di 5,2% quest'anno seguita da una ripresa di 0,4% il prossimo. Per il rapporto deficit/Pil l'attesa è di 5,3% nel 2009 e 5,8% nel 2010

In occasione della pubblicazione del leading indicator sul mese di settembre all'inizio del mese, l'Ocse ha giudicato l'Italia, insieme a Francia, Regno Unito e Cina, uno dei paesi che mostrano i maggiori segnali di crescita.

* Si riunisce a Bruxelles il consiglio europeo informale chiamato a indicare le nuove alte cariche dell'Unione. Si va dalla presidenza, per cui viene dato per favorito il premier belga Herman Van Rompuy, alla carica di alto rappresentante per gli affari esteri - Massimo D'Alema il nome più accreditato - passando anche per una riflessione sui prossimi nuovi vertici di Eurogruppo e Bce.

* Inizia la riunione di politica monetaria di Banca del Giappone, che in base alle attese di mercato e investitori dovrebbe confermare sia i tassi sia l'orientamento di politica monetaria dopo l'annuncio del mese scorso che ha anticipato come intorno a fine anno verranno rimossi alcune delle mosse più espansive in materia di credito.

* Il greggio passa di mano poco sotto gli 80 dollari al barile con gli operatori concentrati sul valore del dollaro e sul clima negli Stati Uniti, in un novembre più mite del solito. Ieri i dati Eia hanno indicato un calo maggiore delle attese delle scorte settimanali di greggio, ma la flessione è stata molto inferiore rispetto alle previsioni indicate precedentemente dall'Api. Intorno alle 7,30 il contratto sul Nymex a dicembre sale di 6 cent a 79,61 dollari, la scadenza a gennaio sul Brent di 12 cent a 79,59.

* I titoli di reddito fisso americano hanno chiuso la seduta newyorkese in flessione. Le prese di profitto, frenate soltanto da un indicatore sul settore immobiliare americano sotto le attese, si sono concentrate specialmente sulle lunghe scadenze. Il benchmark decennale ha chiuso a -9/32 con tasso al 3,364%, il 30 anni a -20/32 per un rendimento al 4,296% mentre il prezzo del 2 anni si è mantenuto invariato con tasso allo 0,758%.

DATI MACROECONOMICI   Continua...