18 settembre 2008 / 09:23 / tra 9 anni

PUNTO 1-Confindustria stima calo consumi in 2008, recessione

(Cambia titolo e lead, aggiunge stime su consumi famiglie in paragrafo 7, valutazioni Confindustria su manovra governo in paragrafo 10)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 18 settembre (Reuters) - L‘Italia è in recessione e per la prima volta dal 1993 sperimenterà quest‘anno un calo dei consumi delle famiglie ma nel 2009 avrà la possibilità di agganciare la ripresa attesa a livello internazionale se riuscirà a realizzare le riforme necessarie a rilanciare la competitività.

E’ lo scenario delineato oggi da Confindustria nel rapporto sulle stime economiche messo a punto dal Csc nel quale la previsione del Pil per il 2008 è rivista al ribasso a -0,1% dallo 0,1% di giugno e quella per il prossimo anno allo 0,4% dallo 0,6%.

“Siamo in recessione per la terza volta dal dopoguerra dopo il 1975 e il 1993”, ha detto il capo economista del Csc Luca Paolazzi illustrando il rapporto.

Le stime del governo, che potrebbero essere modificate nei prossimi giorni con il varo della legge Finanziaria, sono ancora di una crescita del Pil di 0,5% per quest‘anno e di 0,9% per il 2009.

Per il 2008 il Centro studi di Confindustria stima una diminuzione dei consumi delle famiglie dello 0,1%, che rappresenta la prima contrazione dal 1993 e la seconda dal dopoguerra.

Per il futuro tuttavia si intravvedono segnali di ripresa a livello internazionale dal secondo semestre del 2009 grazie al ripiegamento dei prezzi del petrolio e delle materie prime alimentari.

“Se confermati, nel 2009 inoltrato comincera’ la ripresa cui l‘Italia ha la possibilità di agganciarsi”, spiega il rapporto precisando che a tal fine sono “cruciali” la realizzazione delle riforme strutturali e la revisione del modello contrattuale.

Secondo Confindustria la dinamica del Pil risentira nel 2009 dell‘effetto restrittivo della manovra triennale del governo che sottrarrà 0,3 punti percentuali alla crescita.

Sul fronte dei conti pubblici il Csc ritiene che le cose “non vadano male” anche se non ci sono margini “per spendere e spandere” e conferma un deficit/Pil per quest‘anno al 2,5% stimando un 2,2% per il 2009 dal precedente 2,6%.

Il debito in rapporto al Pil nel 2008 è visto al 103,7% da 103,2% di giugno mentre per il 2009 scenderà a 102,9% piuttosto che a 102,7%.

Il deficit programmatico è stimato dal governo a 2,5% per quest‘anno e al 2 per il prossimo, mentre il debito a 103,9% e a 102,7%.

Ieri il sottosegretario all‘Economia Giuseppe Vegas ha detto in Parlamento che i target di finanza pubblica verranno mantenuti immutati anche nel caso di un peggioramento della stima sul Pil.

Sul fronte delle entrate, la Confindustria evidenzia come nella manovra del governo “la pressione fiscale rimane invariata per dare, correttamente, priorità al risanamento; tuttavia questa invarianza andrebbe perseguita attraverso la riduzione delle aliquote e contemporaneamente dell‘evasione fiscale. L‘incidenza delle imposte è infatti particolarmente elevata per i contribuenti che assolvono compiutamente al loro dovere”.

L‘avanzo primario nel 2008 è stimato dal Csc a 2,6% in linea con giugno mentre dovrebbe salire a 2,9% l‘anno prossimo rispetto al 2,5% delle stime precedenti. L‘inflazione si attesterà al 3,6% quest‘anno e al 2,5% il prossimo.

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