June 18, 2009 / 11:13 AM / 8 years ago

PUNTO 2-Confindustria, perso 1 mln posti lavoro entro trim1 2010

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(aggiunge dichiarazioni Marcegaglia)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 26 marzo (Reuters) - Il Centro studi di Confindustria stima che la recessione distruggerà entro il primo trimestre del 2010 un milione di posti di lavoro in Italia, fra cassa integrazione e disoccupazione, cifra che potrebbe aumentare nel caso di grosse ristrutturazioni produttive.

Nel rapporto presentato oggi dal direttore del Csc, Luca Paolazzi, si rivedono al ribasso le stime sul Pil del 2009 portandole a -4,9% rispetto al -3,5% indicato a fine marzo e si conferma il segno più per il 2010 (+0,7% da +0,8%) basato sull'ipotesi di una ripresa dell'export dopo il -17,3% del 2009.

La ripresa, avvisa il Csc, sarà tuttavia "ripida, faticosa" e "una ripresa lenta non basterebbe a evitare ristrutturazioni in molti settori".

"Complessivamente le unità di lavoro perse a causa della recessione tra il primo trimestre del 2008 e il primo trimestre del 2010 sono stimate prossime a un milione", si legge nel rapporto sulla situazione economica italiana.

"Se dovesse però partire una profonda ristrutturazione nei settori più colpiti dalla recessione, questa cifra sottovaluterebbe l'entità del fenomeno", precisa il Csc.

"La profondità della crisi è tale che se non ci sarà un rilancio alla grande si aprirà una stagione di ristrutturazioni profonde nel mondo e anche in Italia", ha detto Paolazzi.

Su questo anche la presidente degli industriali, Emma Marcegalia, ha detto che "sono mesi [i prossimi] nei quali rischiamo di perdere un pezzo del sistema produttivo".

Riforme Strutturali Per Ripresa Piu' Decisa

Nelle previsione degli economisti di viale dell'Astronomia, l'occupazione ricomincerà a crescere dal secondo trimestre 2010 anche se registrerà una flessione annua dello 0,6% per effetto di trascinamento.

Per avere tassi di crescita sostenuti - che aiuterebbero non solo l'occupazione ma anche la sostenibilità di un debito pubblico in rapido deterioramento in rapporto al Pil - l'Italia dovrebbe approvare un pacchetto di riforme strutturali.

"Con quattro riforme: burocrazia, infrastrutture, isstruzione e liberalizzazioni, stimiamo una crescita del Pil del 30% in 20 anni", ha detto il direttore del Csc.

Marcegalia, ha avvertito che senza tali riforme "che al momento non si vedono" l'Italia impiegherà cinque anni per tornare ai livelli di crescita pre-crisi, nel 2007.

Secondo le stime del Csc la produzione industriale del secondo trimestre registrerà una discesa "più moderata" rispetto al -9,8% dei primi tre mesi dell'anno, intorno al 4,5%.

Ancora una revisione al rialzo per il debito/pil visto al 114,7% da 112,5% quest'anno e al 117,5% da 114,7% nel 2010. Il deficit/Pil 2009 sale a 4,9% (da 4,6%) "principalmente per la dinamica delle entrate che per la prima volta dal dopoguerra dovrebbero calare dell'1,4% rispetto al 2008".

Il prossimo anno il disavanzo salirebbe ancora per toccare il 4,7% (rivisto da 4,3%).

In discesa e ormai prossimo allo zero l'avanzo primario che è stimato pari allo 0,1% quest'anno ma che dovrebbe risalire allo 0,4% nel 2010.

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