17 luglio 2009 / 15:07 / 8 anni fa

Italia, piano rete banda larga benvenuto, ma molti ostacoli

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Ha ancora molta strada da fare prima di spiccare il volo il progetto di una newco che riunisca gli operatori telefonici italiani con l'obiettivo di sviluppare la rete a banda larga.

La proposta avanzata la settimana scorsa da Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità garante per le comunicazioni, ipotizza una nuova società che attinga a finanziamenti sia dalle singole compagnie che dallo stato e che applichi tariffe per compensare gli investimenti.

Questo piano potrebbe avere implicazioni importanti per un operatore come Telecom Italia (TLIT.MI), gravato dai debiti e già sotto pressione per scorporare la rete fissa.

La società per il momento ha dato una risposta interlocutoria sostenendo di 'doverci pensare' e di essere pronta soltanto a investimenti redditizi.

Per Fastweb FWB.MI l'idea è interessante, ma la società non esclude altri modi più immediati per creare un sistema a banda larga.

"L'idea dipenderà essenzialmente dalle decisioni in campo industriale delle singole società coinvolte", ha commentato in una e-mail a Reuters l'AD di Fastweb Stefano Parisi. Il piano è ancora allo stato embrionale, ha aggiunto, tanto da non permettere di fare nessuna stima sui possibili investimenti da effettuare.

Il progetto è ambizioso, senza dubbio. Gli operatori telefonici si sono finora concentrati sulla posatura di fibra nelle aree più promettenti, come quella di Milano. Ogni estensione a livello nazionale di una rete a fibra ottica costerebbe diversi miliardi di euro.

I DUBBI DEGLI ANALISTI

Gli analisti non nascondono dubbi sulle reali possibilità del progetto di concretizzarsi.

Gianfranco Traverso Guicciardi, analista di Banca Finnat Euramerica, sottolinea come sia normale in Italia fare piani ambiziosi sul lungo termine per poi non realizzarli per mancanza di fondi o altri problemi. Inoltre, convincere le società a mettere mano al portafoglio per miliardi di euro in tempo di crisi, è ancora più difficile.

"Sono molto scettico, sembrano solo illusioni", ha commentato. "Bisogna vedere se le società hanno soldi per farlo. Ci sono state molte belle parole, ma la vera domanda è se gli operatori telefonici possano permettersi di mettere da parte capitale per questo".

Oscuro è anche se ci sia abbastanza richiesta a livello nazionale per giustificare il progetto, aggiunge Guicciardi.

"Non è chiaro come Telecom Italia possa finanziare un'operazione di questo tipo", commentano degli analisti di Credit Suisse.

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