16 dicembre 2008 / 10:47 / tra 9 anni

PUNTO 1-Confindustria, biennio di recessione,anche per il lavoro

(aggiunge altre osservazioni da rapporto)

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - Confindustria vede un biennio di recessione per il 2008 e il 2009 con un andamento del Pil rispettivamente a -0,5% quest‘anno (rivisto da -0,4%) e a -1,3% nel 2009 (dal precedente -1%).

Ed è recessione anche per l‘occupazione. Nel 2009, per la prima volta dal 1994, l‘Italia registrerà una contrazione del tasso di occupazione dell‘1,4% con una perdita che, in termini assoluti, sarà pari a 600.000 occupati.

In ripresa il 2010 con una crescita di 0,7% ma a patto che vi sia un ripristino di fiducia da parte delle famiglie.

“In assenza di maggiore ottimismo i benefici [che deriveranno dal taglio dei tassi e dal crollo dei prezzi delle materie prime] verrebbero risparmiati e si dimostrerebbero parzialmente inefficaci anche le misure varate dal governo a sostegno dei redditi e delle imprese”, si legge nel rapporto distribuito oggi dal Csc con le nuove stime per l‘economia.

L‘inflazione è vista dimezzarsi nel 2009 rispetto all‘anno in corso a 1,7% dal 3,4% di quest‘anno. “La discesa verso l‘1% nel 2009 suggerisce un rischio di deflazione anche in Italia, come in altre economie avanzate. Tuttavia una vera deflazione [...] non ci sarà, nonostante la recessione”, spiega il Csc.

Sul fronte dell‘occupazione “un parziale recupero è atteso nel 2010 (+0,8%) e si concentrerà soprattutto nella seconda metà dell‘anno, ma non sarà sufficiente a riportare nell‘ultimo trimestre l‘occupazione a livelli prossimi a quelli raggiunti a metà del 2008, quando è iniziata la caduta. In termini assoluti si avrà una perdita di 600.000 posti tra il punto massimo e quello minimo (di metà 2009)”, si legge.

Per il Csc il governo dovrebbe riallocare alle famiglie con redditi più bassi e agli investimenti risorse superiori ai 6 miliardi già stanziati nel decreto anticrisi per il 2009.

PEGGIORA QUADRO FINANZA PUBBLICA

In trend di crescita anche il debito/Pil che nel 2009 è visto a 106,1% (dalla precedente stima di 104,4%), mentre scenderebbe lievemente nel 2010 a 105,7%. A 104,1% nel 2008.

Anche il deficit resta sopra il 3% portandosi al 3,3% (da 2,4%) nel 2009 e a 3,1% IN 2010.

Per quest‘anno l‘indebitamento è visto al 2,6%.

Confindustria vede poi un taglio dei tassi da parte della Bce fino all‘1,5% a metà 2009 dal 2,5% attuale mentre il calo dei corsi energetici porterà ad una bolletta energetica per gli italiani meno cara di 32 miliardi nel 2009.

Confindustria stima un avanzo primario a 2,6% per quest‘anno, e poi un calo rispettivamente a 1,9% e 1,8% nel 2009 e nel 2010.

Il peggioramento del quadro economico produce effetti negativi sia sulle entrate che sulle spese delle amministrazioni pubbliche. Secondo il Csc, “nel 2008 e nel 2009 le entrate in percentuale del Pil rimangono invariate rispetto al 2007 (47,2%), scontando così il rallentamento del prodotto interno lordo. Nel 2010 scendono al 46,9% del Pil per effetto principalmente della crescita di quest‘ultimo”.

Il gettito delle imposte indirette è atteso per il 2009 in calo a seguito della diminuzione dei consumi.

Secondo Confindustria, “l‘Ires e l‘Iva, che già nell‘anno in corso sperimentano un forte rallentamento (nei primi dieci mesi del 2008 il gettito Ires registra una flessione del 5,2%, quello da Iva sale di appena lo 0,7%), tiene meglio l‘Irpef”.

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