Crisi banche, piano Usa risolleverà mercato - Bernanke a stampa

martedì 14 ottobre 2008 08:39
 

SINGAPORE, 14 ottobre (Reuters) - Per il presidente di Federal Reserve Ben Bernanke il pacchetto di salvataggio del sistema finanziario Usa che verrà illustrato oggi riporterà i mercati alla normalità gettando le basi per la ripresa economica.

In un editoriale pubblicato sul 'Wall Street Journal' il banchiere centrale non fornisce alcun dettaglio sul pacchetto messo a punto dall'amministrazione Usa dopo la lunga serie di fallimenti bancari.

"Si tratta di misure che ci permetteranno di tornare a un funzionamento più normale del mercato e incoraggeranno il capitale privato a sostenere ulteriormente la ripresa dei mercati finanziari" si legge in un intervento del numero uno Fed sul sito web del quotidiano.

Fonti vicine ai lavori di Washington riferiscono che il piano Usa prevede l'iniezione di 250 miliardi di dollari da destinare agli istituti di credito in modo da tranquillizzare i mercati.

Circa la metà del totale andrebbe alle prime nove banche del paese. Il dipartimento al Tesoro dovrebbe annunciare oggi la sottoscrizione di partecipazioni nell'azionariato di Bank of America (BAC.N: Quotazione), Wells Fargo (WFC.N: Quotazione), Citigroup (C.N: Quotazione), JPMorgan Chase (JPM.N: Quotazione), Goldman Sachs (GS.N: Quotazione), Morgan Stanley (MS.N: Quotazione) e Bank of New York Mellon (BK.N: Quotazione), hanno spiegato a Reuters due fonti.

Secondo altre indiscrezioni stampa destinatarie di fondi pubblici saranno anche State Street (STT.N: Quotazione) e Merrill Lynch MER.N.

Per quanto l'intervento pubblico sia stato tempestivo, scrive il banchiere centrale, la maggior parte delle banche erano ancora solventi e in grado di erogare finanziamenti.

"La storia ci insegna che l'impegno dei governi nelle fasi di gravi difficoltà finanziarie arriva spesso con molto ritardo, di solito quando la maggioranza delle istituzioni finanziarie risultano insolventi o quasi. Fortunatamente non si tratta della situazione di oggi" spiega.

"Congresso e autorità sono intervenute in un momento in cui la maggioranza delle istituzioni finanziarie, per quanto in difficoltà di fronte all'elevata volatilità e le ardue condizioni del mercato, erano ancora in grado di far fronte al compito principale di concedere nuovo credito all'economia" continua il presidente.