Robin Tax, contributo solidarietà,dubbi per 2011-Serv.St. Senato

lunedì 22 agosto 2011 18:48
 

ROMA, 22 agosto (Reuters) - Il Servizio studi del Senato manifesta dubbi sulla retroattività prevista dalla manovra di Ferragosto per la Robin tax e il contributo di solidarietà che verrebbero applcati fin dal 2011 in deroga alle norme tributarie.

Lo si legge nelle Schede di lettura lettura al decreto legge 138 del 2011 pubblicata oggi dal Servizio Studi di palazzo Madama.

Parlando del contributo di solidarietà il servizio del Senato scrive che "i commi 1 e 2 dell'articolo 2 introducono a decorrere dal 2011 e fino al 2013, in deroga all'articolo 3 dello Statuto del contribuente, un contributo di solidarietà a carico dei contribuenti con reddito complessivo superiore a 90.000 euro lordi annui, articolato su due aliquote (5% e 10%)".

L'ufficio "ricorda che l'articolo 3 dello Statuto del contribuente, dedicato all'efficacia temporale delle norme tributarie, prevede che salvo i casi di norme interpretative, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono".

Un discorso analogo viene fatto con riferimento all'aumento dell'aliquota della Robin Tax e all'estensione della platea dei soggetti a cui si applicherà prevsiti dal decreto.

Il Servizio studi scrive: "Si ricorda che, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 212/2000, le disposizioni tributarie non possono avere effetto retroattivo e le modifiche concernenti i tributi periodici si applicano a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono".

Il Servizio del Senato comunque precisa che le norme del codice del contribuente sono "una norma di rango ordinario (sia pur in un testo sistematicamente rivolto a tutela del contribuente) e, perciò, si ritiene, oggetto di potenziale deroga secondo il principio della lex posterior".

(Alberto Sisto)