Festività, difficile cancellarle con decreto -serv.studi Senato

lunedì 22 agosto 2011 16:49
 

ROMA, 22 agosto (Reuters) - La soppressione delle festività civili prevista dalla manovra di Ferragosto, difficilmente potrà essere affidata ad un Decreto del presidente del consiglio (Dpcm). Le attuali festività non frutto di accordo con la Santa Sede comprendono anche - oltre a 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno - il lunedì dell'Angelo e il 26 dicembre.

Lo scrive il Servizio Studi del Senato nelle Schede di lettura che commentano il testo del decreto legge 138 del 2011 e ricordando che quelle festività sono state stabilite con legge.

La disposizione in esame, spiega il Servizio studi "prevede che il Governo possa annualmente, con un D.P.C.M., modificare la data o perfino sopprimere festività previste in via generale da una legge ordinaria. Sarebbe pertanto opportuno valutare la sua compatibilità con i principi che regolano il sistema delle fonti [fra el leggi], ovvero riscriverla in forma di modifica testuale alle legge 260/1949".

Le "festività introdotte con legge dello Stato non conseguenti ad accordi con la Santa Sede" si legge nel documento sarebbero le seguenti: il 25 aprile, anniversario della liberazione; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 1° maggio: festa del lavoro; il 2 giugno, data di fondazione della Repubblica; il 26 dicembre.

Il servizio del Senato ricorda anche le festività religiose che non possono essere abolite perchè frutto degli accordi con lo stato Vaticano: tutte le domeniche; il 1° gennaio, Maria Santissima Madre di Dio; il 6 gennaio, Epifania del Signore; il 15 agosto, Assunzione della Beata Vergine Maria; il 1° novembre, tutti i Santi; l'8 dicembre, Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria; il 25 dicembre, Natale del Signore; il 29 giugno, SS. Pietro e Paolo, per il comune di Roma.

(Alberto Sisto)