13 luglio 2011 / 13:24 / 6 anni fa

PUNTO 1-Tremonti dice:non mi dimetto; privatizzazioni dopo crisi

*Tremonti annuncia: resto al mio posto

*Dopo crisi privatizzazioni

*Ribadisce necessità euro bond

(accorpa pezzi diversi)

di Stefano Bernabei Alberto Sisto

ROMA, 13 luglio (Reuters) - Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti smentisce le ricorrenti voci su sue imminenti dimissioni e dice che resterà al suo posto. Aaggiunge poi che dopo la crisi l‘Italia dovrà avviare un nuovo programma di privatizzazioni e liberalizzazioni.

Tremonti, all‘assemblea dell‘Abi, ha stretto la mano al prossimo governatore della Bce, Mario Draghi, ma ha anche ottenuto il via libera del presidente dei banchieri italiani alla manovra malgrado la correzione dei conti pubblici non sarà senza conseguenze sui conti delle banche, a sentire il presidente Giuseppe Mussari.

L‘annuncio che non lascerà via XX settembre Tremonti lo ha dato subito dopo i saluti di rito.

Il ministro dice che la manovra sarà rafforzata per tutti i quattro anni e citando Tito Livio ha aggiunto: “Hic manebimus optime”, cioè resteremo splendidamente al nostro posto.

Subito prima Tremonti aveva detto che la manovra attualmente all‘esame del Parlamento “sarà accompagnata da chi si prende la responsabilità di averla presentata”, cioè ha smentito che si potrebbe dimettere dopo l‘approvazione della manovra stessa, eventualità riportata anche oggi da alcuni giornali. Anche perchè il ministro dell‘Economia si è già dato un suo calendario di impegni per i giorni migliori dopo la crisi.

“Dobbiamo iniziare un processo di privatizzazioni passata la fase di crisi che ha bloccato tutto. Non puoi privatizzare a prescindere dai valori della domanda e del mercato”, ha detto Tremonti rispondendo alle sollecitazioni che da più parti, anche dall‘Abi, stanno arrivando in questi giorni.

Il ministro ha detto che per velocizzare questo processo verrà prevista una deroga all‘attuale meccamismo del dpcm (decreto della presidenza del consiglio) oggi alla base del processo e che verranno agevolati i Comuni in questo obiettivo, fermo restando che non potrà essere privatizzata l‘acqua, dopo l‘esito del referendum.

“Per ciò che non è acqua i Comuni avranno meccanismi di incentivi e disincentivi”.

La manovra ha ricevuto il via libera anche da Mussari che pure ha ricordato quanto pesi il sistema regolamentare e di tassazione per le banche italiane e chiesto di anticipare “l‘introduzione di un meccanismo diretto a consentire la deduzione dal reddito di impresa del rendimento figurativo attribuibile al nuovo capitale proprio”.

Tremonti ha duettato anche con il governatore della Banca d‘Italia, e prossimo numero uno della Bce. Anche se oggi - sarà probabilmente un effetto della crisi - i due non hanno polemizzato fra loro come successo più volte in passato.

Il prossimo successore di Jean Claude Trichet ha fatto presente che “il prestito di credibilità elargito dai paesi più forti dell‘area dell‘euro è venuto a scadenza: dovremo crescere senza farvi conto. Quelle riforme strutturali invocate per anni sono oggi ancora più essenziali”.

Tremonti è ritornato su di uno dei suoi cavalli di battaglia per fronteggiare la crisi: la necessità che “l‘Europa emetta bond, che non sono vietati”. Ma il ministro, sempre più attento alla supremazia della politica sul mercato ha anche detto che non bastano riforme ai mercati per dare stabilità al sistema.

“Voi pensate per davvero che creare una piattaforma vera per strumenti artificiali [Credit default swap (Cds)] sia un avanzamento verso la stabilità oppure verso l‘opposto?”, si è chiesto retoricamente Tremonti dopo aver elecato tutto quello che l‘Europa a suo dire non ha fatto in materia di regole per la finanza.

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