23 giugno 2011 / 11:34 / 6 anni fa

PUNTO 2 - Italia, senza riforme Pil 2012 a +0,6% - Confindustria

(aggiunge dichiarazioni Ghizzoni)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 23 giugno (Reuters) - L'intervento del governo per tenere sotto controllo i conti pubblici è stato efficace, ma "la stella dell'economia italiana non sta brillando" e senza riforme strutturali il Pil resterà al palo con una crescita di appena lo 0,6% nel 2012.

E' quanto si legge nelle nuove stime macroeconomiche presentate stamani dal Centro studi di Confindustria (Csc).

Senza riforme "saranno necessarie manovre aggiuntive, che il governo stesso stima cumulativamente nell'1% del Pil al 2014, cioè altri 18 miliardi oltre ai 39 scritti nei documenti ufficiali. La modesta crescita ne verrebbe dimezzata allo 0,6% già nel 2012", si legge nel rapporto.

Se tali interventi saranno invece messi a punto - a partire da una riforma fiscale che riduca le tasse sui redditi da lavoro e sulle imprese, spostando il carico su altri guadagni e sui consumi - il Pil crescerà quest'anno dello 0,9% (dall'1,1% della rilevazione di dicembre) e il prossimo anno dell'1,1% (da 1,3%).

Per l'associazione degli industriali, l'intervento sui conti pubblici del governo "è pienamente efficace" e il disavanzo calerà quest'anno al 3,9% rispetto al Pil, in miglioramento rispetto al 4,2% stimato a dicembre, e al 2,8% il prossimo anno (dal 3,2%). Il debito inizierà a scendere in rapporto al Pil al 119,8% nel 2012 dal 120,1% di quest'anno.

"Per l'Italia non c'è scelta tra il risanamento dei conti pubblici e la più elevata crescita economica", spiega il Csc.

L'avanzo primario migliora a 0,8% nel 2011 (da 0,5) e a 2,2% nel 2012 (da 1,6). Il governo prevede una crescita del Pil nel 2011 a 1,1% e all'1.3% nel 2012.

Il consiglio dei ministri dovrebbe varare la prossima settimana una manovra sui conti pubblici di circa 3 miliardi nel 2011 e di altri circa 40 miliardi entro il 2014 per centrare il pareggio di bilancio.

MARCEGAGLIA: MANOVRA CON TAGLI SPESA, OK SU PENSIONI E PA

La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dice di non aver ricevuto ragguagli ufficiali dal governo sulla manovra ma mostra apprezzamento per i contenuti anticipati dalla stampa, in particolare su pensioni, tagli alla sanità e al pubblico impiego. Gli industriali caldeggiano infatti una manovra basata sui tagli alla spesa e queste tre partite ne rappresentano i 3/4, dice la Marcegaglia.

"Non abbiamo ancora notizie sugli argomenti che il governo sta valutando ma si sente parlare di un ulteriore aumento dell'eta pensionabile ed è giusto, di tagli costi ai standard alla spesa sanitaria ed è utile, e di incidere sul costo dei dipendenti pubblici e anche questo è bene".

Per l'Ad di Unicredit (CRDI.MI) Federico Ghizzoni, non si può stare ad aspettare "con le mani in mano" che si facciano le riforme necessarie. Occorre piuttosto, dice il banchiere, che le banche assieme alle imprese lavorino per "dare contributo alla crescita, che per essere sostenibile necessita di riforme. Intanto lavoriamo".

La politica, avverte Confindustria, dia però anche un segnale intervenendo sui costi della politica che "incidono poco sulla spesa pubblica, ma in un momento in cui si chiedono sacrifici dà credibilità alla manovra".

La Marcegaglia plaude anche alla sollecitazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proseguire sulla strada della riduzione del debito pubblico come concordato con l'Europa.

ha collaborato Stefano Bernabei

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