Fiat, Marchionne conferma impegno Italia,resta scontro contratti

lunedì 6 giugno 2011 17:36
 

TORINO, 6 giugno (Reuters) - L'Ad di Fiat FIA.MI, Sergio Marchionne, ribadisce l'intenzione del gruppo automobilistico di puntare sull'Italia, nonostante le complesse relazioni industriali, mentre si è aperto un nuovo fronte caldo sulla possibile uscita del Lingotto da Confindustria per avere le mani ancora più libere sulla stipula di contratti aziendali.

"L'impegno della Fiat in Italia è chiaro, non abbiamo cambiato idea. Stiamo cercando di fare il nostro meglio", ha detto stamani Marchionne a Torino.

Due settimane fa un settimanale ha dato per imminente l'intenzione di Fiat di lasciare Confindustria. La scelta, peraltro non confermata ufficialmente dal Lingotto, può essere legata all'esito del ricorso presentato dalla Fiom contro l'accordo separato per lo stabilimento di Pomigliano. I metalmeccanici della Cgil ritengono che il contratto sia illegittimo poiché non stipulato da una Newco, come sostiene Fiat, ma da un ramo d'azienda del gruppo. Qualora la Fiom dovesse vincere il ricorso, l'attuazione del piano nello stabilimento campano - ma anche a Mirafiori - previsto per fine anno, protrebbe essere messo a rischio.

Confindustria non ha apprezzato il rumour tanto che durante l'assemblea annuale della scorsa settimana la presidente Emma Marcegaglia ha voluto precisare che l'associazione si è impegnata a fondo per rendere più flessibile il sistema dei contratti di lavoro in Italia sull'esempio tedesco e non intende piegarsi alle esigenze di un solo associato anche se si tratta di Fiat FIA.MI.

"Sono finiti i tempi in cui poche aziende decidevano l'agenda di Confindustria", ha detto la Marcegaglia precisando: "Non esistono soci di serie A e soci di serie B. Non agiamo sotto la pressione di nessuno, non pieghiamo le regole che vuole la maggioranza per le esigenze di un singolo".

Rinunciare a Fiat è però pericoloso tanto che sabato il vicepresidente, Alberto Bombassei, ha proposto l'approvazione di una norma che legittimi la stipula di contratti aziendali alternativi al contratto nazionale e vincolanti per tutti se approvati dalla maggioranza dei lavoratori.

I sindacati sono contrari all'ipotesi pur con sfumature diverse. Per la leader della Cgil Susanna Camusso il contratto nazionale non può essere superato ma solo affiancato da quelli di secondo livello per casi specifici, mentre se passasse la proposta di Bombassei la stessa funzione di Confindustria verrebbe meno.

Anche la Cisl frena, seppur con sfumature diverse dato che insieme con la Uil ha sigato nei mesi scorsi i contratti separati offerti da Fiat per la costituzione di Newco sia a Pomigliano che a Mirafiori.

Alla domanda sui rapporti con la Cgil, il manager canadese ha oggi risposto: "Se si tratta di risolvere problemi e andare avanti, gli obiettivi sono totalmente in linea. Altri tipi di apertura non mi interessano. Faccio il metalmeccanico, non chiedo di più".

(Gianni Montani, Francesca Piscioneri)