Marcegaglia: non spetta a imprese dire se serva nuovo governo

lunedì 11 aprile 2011 17:25
 

LECCO, 11 aprile (Reuters) - Dopo le critiche rivolte negli ultimi giorni ad un esecutivo reo di arrancare sui temi economici lasciando sole le imprese, la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia non si sbilancia sulla opportunità di avere un nuovo governo.

"Non spetta a noi dirlo [se serva un nuovo governo]. Noi richiamiamo i toni veri e concreti e cerchiamo anche di suggerire le soluzioni. Non si tratta di dare i voti, il problema è di unire le forze perché il momento è difficilissimo, anzi è assolutamente necessario che il Paese si concentri su crescita, occupazione e lavoro. Con una crescita all'1% non riusciamo nemmeno a riassorbire l'occupazione", ha detto Marcegaglia a margine dell'assemblea di Confindustria Lecco.

Nel fine settimana si sono rincorsi i commenti su un possibile passo indietro di Silvio Berlusconi, mossa suggerita da un editoriale di Giuliano Ferrara. Stamani il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ha escluso tale possibilità parlando della "centralità" del premier nel centro destra anche dopo 17 anni di ascesa.

Berlusconi ha oggi partecipato all'udienza del processo Mediaset (MS.MI: Quotazione) che lo vede imputato per presunti fondi neri sulla compravendita di diritti tv e cinematografici.

In riferimento alla critiche lanciate al governo negli utlimi giorni, Marcegaglia ha detto: "Non credo di essere stata ingenerosa nei confronti del governo ma non vedo scelte forti per favorire la crescita. Abbiamo riconosciuto quanto è stato fatto per la tenuta dei conti pubblici ora però è fondamentale occuparci tutti insieme di crescita".

"Ho fatto un appello per dire che c'è un problema a livello internazionale, la crisi in Nord Africa, il terromoto in Giappone, quindi una situazione che è complicata e in questo contesto le imprese e i lavoratori fanno fatica".

Per la Confindustria la priorità resta la riforma fiscale perché "la pressione fiscale è la più alta d'Europa per lavoratori e imprese".

Marcegaglia ha infine ricordato che le assise generali di Confindustria previste per il 7 maggio a Bergamo sarnno chiuse ai politici. Le ultime risalgono al 1992, anno in cui il governo presieduto da Giuliano Amato fu costretto a varare una manovra da 90 mila miliardi di lire per risanare il bilancio pubblico dopo l'uscita dell'Italia dallo Sme.

(Giancarlo Navach)