Gas, prezzi in Italia non rispecchiano eccesso offerta-Antitrust

mercoledì 23 febbraio 2011 17:08
 

ROMA, 23 febbraio (Reuters) - L'andamento del prezzo del gas all'ingrosso in Italia non rispecchia l'eccesso di offerta che in questo periodo si verifica sul mercato.

Lo ha detto il presidente dell'Autorità per la concorrenza e il mercato nel corso di un'audizione al Senato aggiungendo che il fenomeno si spiega con "l'assenza di fonti di approvvigionamento sostanzialmente indipendenti dall'incumbent, come del resto l'insufficienza delle strutture di interconnessione".

Le stime disponibili sull'andamento del prezzo all'ingrosso del gas naturale in Italia, ha detto Antonio Catricalà, "evidenziano l'esistenza di un persistente e significativo differenziale nel prezzo spot del gas tra l'Italia e i principali mercati europei. Il prezzo del gas all'ingrosso in Italia non riflette quindi - diversamente da quanto avviene in altri Paesi europei - il relativo eccesso di offerta della materia prima".

Secondo l'organismo di vigilanza che ha presentato una ricerca sull'andamento dei prezzi nei diversi mercati il differenziale con l'estero ha "oscillato tra 10 euro a MWh, in inverno quando maggiore è la domanda di gas (novembre 2009), e 3 euro a MWh, nella primavera (a maggio 2010), per poi raggiungere nuovamente 9 euro a MWh nell'estate (agosto 2010), a seguito di un incidente che ha comportato il venir meno nel periodo luglio-dicembre 2010 uno dei gasdotti di importazione del gas in Italia dal Nord Europa [il Transitgas]".

Anche sul mercato al dettaglio secondo l'Antitrust si verifica lo stesso fenomeno: "Dopo una significativa contrazione nel 2009 - a seguito del crollo dei prezzi del petrolio nel 2008 - la tariffa del gas ha subito, infatti, un rincaro tra il primo trimestre del 2010 e il primo trimestre del 2011 di circa l'8,2%, dovuto quasi esclusivamente all'incremento della componente a copertura dei costi della materia prima gas".