Inflazione, cresce meno dove controllano Autorità - Antitrust

mercoledì 23 febbraio 2011 16:40
 

ROMA, 23 febbraio (Reuters) - Nei mercati a concorrenza regolamentata i prezzi nel biennio 2009-2010 sono diminuiti del 2% contro un incremento che va dallo 0,5% al 4,1% negli altri settori meno esposti alla concorrenza.

E' quanto ha scoperto l'Antitrust studiando l'andamento dell'inflazione nei vari mercati suddivisi in base al grado di concorrenza.

L'Antitrust ha individuato quattro comparti principali, suddividendo i prezzi dei diversi prodotti rilevati dall'Istat: beni e servizi scambiati su mercati in concorrenza; servizi scambiati su mercati a "concorrenza regolata"; servizi in monopolio e, infine, quello che raggruppa i settori a elevata componente fiscale, tipo tabacchi, benzina.

Per il solo 2010, si legge nel testo presentato in una audizione al Senato, "i risultati della ricerca dicono che le variazioni dei prezzi cambiano il loro valore assoluto, ma non il loro segno: infatti, i mercati concorrenziali vedono i propri prezzi aumentare dell'1,1%, meno del tasso di inflazione pari all'1,6%; i mercati in concorrenza regolamentata si mostrano ancora più virtuosi, con una riduzione del 3,3%, mentre i mercati in monopolio senza autorità indipendente vedono i prezzi aumentare del 4,7%. I prodotti a forte componente fiscale, hanno fatto registrare una crescita dei prezzi del 5,9% (un effetto di trascinamento può essere ascritto ai carburanti, cresciuti dell'11,1% nel corso del 2010)".

I mercati in concorrenza costituiscono circa l'80% delle voci considerate nel paniere Istat; quelli in concorrenza regolamentata circa il 6,5%; quelli in monopolio circa il 6% e, infine, quelli ad alta componente fiscale circa il 7,5%.