Italia, positivo Pil 2010 a 1,1%, altri Paesi drogati - Tremonti

mercoledì 16 febbraio 2011 14:15
 

ROMA, 16 febbraio (Reuters) - Il governo giudica positivamente che l'Italia sia cresciuta dell'1,1% nel 2010 e attribuisce le migliori performance di altri Paesi al settore finanziario e al fatto di non avere il terzo debito pubblico del mondo.

È quanto hanno sostenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla situazione economica.

"Lo scorso anno siamo cresciuti dell'1,1%, in linea con le previsioni del governo. Meno di altri Paesi? In parte è vero, ma non dimenticatevi che in questi dieci anni alcuni Paesi sono cresciuti molto [perché] drogati dalla finanza, e oggi stanno scendendo le valli baldanzosamente percorse grazie a carte di credito e leve finanziarie", ha detto Tremonti.

"In Europa c'è stato il grande problema dell'omessa vigilanza sulla finanza privata, a fronte di una giusta vigilanza sulla finanza pubblica. Vogliamo che sia riconosciuta la verità: la crisi che viviamo è prodotta dalle banche e da chi non ha vigilato sulle banche, lo capiscono tutti", ha aggiunto il ministro dell'Economia.

Berlusconi ha ribadito la tesi che l'Italia crescerebbe di più se non avesse un debito pubblico così elevato, un alto costo dell'energia e una pubblica amministrazione pletorica e inefficiente.

"Tutte queste cose devono essere considerate quando si fanno confronti con altri paesi. È una sofferenza enorme quella di dover lavorare dentro un sistema molto peggiore di quello che appare fuori", ha detto Berlusconi.

Tremonti a quel punto ha fatto un'analisi sul divario di crescita rispetto a Francia e Germania.

"La Francia cresce dell'1,5%, noi dell'1,1%. La Francia ha un deficit del 7%, senza quel 7% i numeri sulla crescita sarebbero meno dei nostri. La Germania è un fenomeno e deve questo boom ai contratti aziendali. Secondo, hanno avuto fortuna di incrociare domanda keynesiana cinese. Terzo, hanno avuto dall'Europa una quota enorme di deroghe, sono meno sul mercato di quanto siamo noi", ha detto Tremonti.

(Giuseppe Fonte)