28 gennaio 2011 / 14:54 / 7 anni fa

Usa, pil trim4 +3,2% anche se sotto attese,spinta consumi,export

(versione in italiano aggiunge commenti e dettagli)

WASHINGTON, 28 gennaio (Reuters) - L‘economia degli Stati Uniti acquista forza nel quarto trimestre, sebbene meno di quanto atteso, con un buon andamento in particolare della spesa per consumi - che ha mostrato il rialzo maggiore da oltre quattro anni - e dell‘export.

Il pil del paese si è espanso del 3,2% annuo nell‘ultimo trimestre, secondo i dati del dipartimento del Commercio, dopo il +2,6% del terzo trimestre. Le attese degli economisti erano posizionate leggermente al di sopra, ad un +3,5%.

“Il passaggio di testimone tra le misure di stimolo tempreanee e la domanda interna è in atto ed è ciò di cui abbiamo bisogno per avere una crescita che si autosostiene” commenta il capo economista per gli Usa di Unicredit Research Harm Bandholz.

Sull‘intero 2010 il tasso di crescita si attesata al 2,9%, facendo segnare il miglior dato dal 2005. Nel 2009 l‘economia Usa si era contratta del 2,6%.

DATO DEBOLE MA MIX OTTIMO

Nel dettaglio i dati mostrano un incremento della spesa per consumi - che da sola copre oltre i due terzi dell‘attività economica statunitense - pari al 4,4%, il dato più forte dal primo trimestre del 2006.

“Il dato generale è più debole delle aspettative, ma il mix è ottimo. Il cuore dell‘economia americana è in movimento, i cosumi sono stati veramente l‘elemento che ha guidato la crescita” conferma Guy Leabs di Jeanney Montgomery Scott. Un contributo considerevole è giunto anche delle esportazioni (+8,5% dal +6,8% del terzo trimestre) che, a fronte di una contrazione dell‘import (-13,6%) hanno favorito un assottigliamento del deficit commerciale del paese.

“Finalmente si vede un impatto consistenete del dollaro debole sulla performance commeciale” sottollinea Richard Dekaser di Prthenon Group.

In crescita per il settimo trimestre consecutivo gli investimenti delle aziende in macchinari e software, anche se in ralletamento al 5,8% dal precedente +15,4%.

OCCUPAZIONE DEBOLE

Ma se i numeri mostrano un‘economia che si muove nella direzione di una ripresa sostenibile, questa non sembra ancora sufficientemente forte da apportare miglioramenti significativi sul mercato del lavoro, come segnalato anche dalla Fed.

Il tasso di disoccupazione resta sopra il 9% da maggio 2009 e gli analisti stimano che sia necessaria una crescita di almeno il 3% per parecchi trimestri per poter registrare benefici tangibili sul fronte occupazionale.

“Ora però le aziende dovrebbero cominciare ad assumere, la crescita è sostenuta, a differenza dell‘anno socrso in cui dominavano le paure di un double-dip” afferma Kurt Karl, capo economista Usa di Swiss Re.

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