Italia, export +8,4% in 2010-12, livelli pre-crisi in 2013- Sace

lunedì 20 dicembre 2010 11:54
 

ROMA, 20 dicembre (Reuters) - Le esportazioni italiane cresceranno a un tasso medio dell'8,4% nel periodo 2010-2012 dopo il calo del 20,9% del 2009, ma per tornare ai livelli pre-crisi bisogna aspettare il 2013. Lo si legge nel rapporto della Sace sulle esportazioni italiane.

Per quest'anno è previsto un picco con una crescita del 10,3%, poi l'export crescerà dell'8,1% nel 2011 e del 6,7% nel 2012.

Nel 2013 Sace prevede che le esportazioni italiane raggiungeranno un valore di 395 miliardi di euro.

"Dalle previsioni emerge una crescita sostenuta dell'export italiano verso i maggiori mercati emergenti, in primis Brasile, Turchia e Cina, e una maggiore propensione a orientarsi verso destinazioni meno vicine, sia geograficamente che culturalmente, ai nostri imprenditori", si legge nella nota della Sace che sintetizza il rapporto. Pur restando preponderante, continuerà a calare il peso dell'export verso i Paesi avanzati, passando dal 68% del 2005 al 58% del 2014.

"La crescita dell'export verso le economie emergenti avanzate, dopo il balzo atteso per il 2010 (+13,6%), sarà mediamente superiore al 9% annuo, tre punti percentuali in più della performance attesa verso i mercati di destinazione più tradizionali. La dinamica del fatturato estero verso gli emergenti "in senso stretto" sarà, invece, più vicina a quella complessiva (+7,3%)", si legge nel rapporto.

Le migliori opportunità nel biennio 2011-12 per il Made in Italy, secondo il rapporto, riguardano i settori gomma e plastica in Turchia (variazione media annua 14,3%), metalli in Tunisia (11,9%), meccanica strumentale in Brasile (+11,5) e Cile (+7,4%), apparecchiature elettriche in Cina (+11,1%) e Malesia (+8,5%), mezzi di trasporto in Sudafrica (+9,3%), chimica in Germania (+9,1%), arredamento in Russia (+6,6%) e tessile in Egitto (+6,2%).