December 16, 2010 / 12:04 PM / 7 years ago

PUNTO 1-Italia malata di bassa crescita,Confindustria rivede Pil

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(aggiunge commenti Marcegaglia, dai occupazione)

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - L'Italia "delude", non riesce a guarire dalla malattia della bassa crescita, e gli strumenti messi in campo finora dal governo sono insufficienti per centrare il target di un Pil a +2% nel 2012.

Nell'ultimo trimestre dell'anno la produzione industriale calerà dello 0,1% sui tre mesi precedenti. E' la severa analisi della Confindustria, contenuta nel rapporto del suo Centro studi (Csc) presentato oggi, che rivede al ribasso la stima di crescita del Pil per l'anno in corso all'1% dall'1,2% della precedente stima di settembre, e per il 2011 a 1,1% (da 1,3%). Per il 2012 il Csc stima una crescita dell'1,3%.

"L'Italia delude. La frenata estiva e autunnale è stata decisamente più netta dell'atteso e il 2010 si chiude con produzione industriale e Pil quasi stagnanti. La malattia della lenta crescita non è mai stata vinta, come la migliorata dinamica della produttività nel 2006 e nel 2007 aveva lasciato sperare. Il comportamento durante la crisi ha dissipato ogni dubbio al riguardo", si legge nel rapporto.

Per una ripresa servirebbe una crescita annua del 2%: "Un obiettivo raggiungibile in un arco di tempo ragionevole, come insegna la lezione tedesca, entro il 2012 secondo gli stessi documenti governativi. Ma per coglierlo gli strumenti messi in campo appaiono insufficienti".

"Siamo sotto non solo alla Germania, che cresce del 3,4%, ma alla media europea all'1,5-1,7%. Questo è un problema serio, è un problema per il tasso di disoccupazione che rimane alto, per le imprese che hanno un problema di competitività e di redditività", ha commentato la presidente dell'associazione Emma Marcegaglia, che è tornata a invocare la necessità di riforme strutturali a breve.

"Dobbiamo crescere almeno del 2%, senza il quale è difficile creare occupazione, dare spazio alle imprese, far aumentare i consumi interni e diffondere il benessere", ha aggiunto.

DA INIZIO CRISI -540.000 OCCUPATI, DURA TORNARE A PRE-CRISI

Il Csc stima poi che dall'inizio della crisi, nel primo trimestre del 2008, e sino al terzo trimestre del 2010, in Italia il numero degli occupati è calato di 540.000 unità, con un tasso di disoccupazione per l'anno in corso a 8,5% per poi salire a 8,9% nel biennio successivo.

"Il massiccio ricorso alla Cig durante la recessione ha notevolmente attenuato l'impatto della crisi sul numero di occupati: dal primo trimestre del 2008 al terzo del 2010 quest'ultimo è diminuito di 540.000 unità, contro una diminuzione delle Ula (unità di lavoro a tempo pieno) di 1 milione e 221.000 unità, di cui 480.000 assorbite dalla Cig al suo picco nel secondo trimestre del 2010", si legge nel rapporto.

Confindustria è pessimista sulla possibilità che l'Italia torni a livelli di attività pre crisi a breve.

"Senza cambiamenti profondi, ci si deve aspettare che il tasso di occupazione rimanga a lungo su livelli più bassi di quelli pre crisi e quello di disoccupazione su livelli più alti. Ovvero, parte della disoccupazione ciclica, generata dalla recessione, rischia di trasformarsi in strutturale".

Il rapporto debito/Pil è indicato per il 2010 a 118,9% (da 118,8%), per il prossimo anno a 120,3% (da 119%) e per il 2012 a 119,8%.

Il deficit/Pil - che l'Italia si è impegnata con l'Europa ha portare sotto il 3% nel 2012 - viene stimato al 5,1% nel 2010 (invariato rispetto alla stima precedente), a 4,2% nel 2011 (da 4,1%) e viene visto a 3,2% - dunque sopra il target - nel 2012.

Il saldo primario è di 0,5% quest'anno e il prossimo e di 1,6% nel 2012. L'inflazione si mantiene sotto il 2% a 1,5% per l'anno in corso, 1,8% nel 2011 e 1,9% nel 2012.

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