PUNTO 1 - Disoccupazione sale a 8,6%, massimo da inizio 2004

martedì 30 novembre 2010 12:35
 

 (Aggiunge Eurostat e altri dati in coda)
 
 ROMA, 30 novembre (Reuters) - Il tasso di disoccupazione
italiano si porta nel mese di ottobre al livello più alto dal
mese di gennaio 2004.
 I dati illustrati oggi da Istat indicano infatti che il
tasso di disoccupazione è salito a 8,6% dall'8,3% di settembre.
 La mediana delle stime raccolte da Reuters fra gli analisti
indicava un tasso a 8,3%, con la stima più alta a 8,5%.
 La disoccupazione nella Zona euro è superiore di 1,6 punti e
si attesta al 10,1%. Rispetto ad altri paesi europei l'Italia ha
tratto del resto parecchio beneficio dal ricorso negli ultimi
tre anni alla cassa integrazione guadagni, che consente di
sospendere dal lavoro le persone pur mantenendole formalmente
impiegate.
 Il numero di occupati manifesta in ottobre un calo di 6.000
persone rispetto a settembre, con una variazione di fatto nulla
a livello percentuale. Fondamentalmente, la domanda di lavoro
rimane stabile, visto che il tasso di occupazione nel suo
complesso si mantiene per il secondo mese consecutivo al 57% e
non mostra significative oscillazioni a partire dalla scorsa
estate.
 
 IN UN SOLO MESE DISOCCUPATI CRESCONO DI 93.000 PERSONE
 Il problema dell'economia italiana è tutto sul lato
dell'offerta: i disoccupati crescono del 4,5%, 93.000 persone in
più rispetto a settembre. Solo negli ultimi tre mesi i
disoccupati sono cresciuti di 138.000 persone.
 La disoccupazione colpisce principalmente gli uomini (+6,1%)
ma, anche se in misura inferiore, pure la componente femminile
(+2,7%). Le donne disoccupate salgono tra l'altro per il secondo
mese consecutivo.
 Il tasso di disoccupazione giovanile scende rispetto al mese
precedente di 0,4 punti percentuali e raggiunge quota 26,2%. In
termini tendenziali si registra un calo dell'1%. La
disoccupazione giovanile nell'area euro è pari al 20,1%,
inferiore di 6,1 punti.
 La crescita della disoccupazione avviene anche in presenza
di un calo congiunturale degli inattivi, che scendono di 66.000
persone e portano il totale a 14.929 milioni.
 La maggiore partecipazione al mercato del lavoro si
concentra principalmente tra gli uomini (-1,3%), mentre il
numero di donne inattive risulta invariato.
 Resta ampio il divario di genere: il tasso di inattività tra
gli uomini è pari al 26,5% e tra le donne al 48,8%.
 Nel suo complesso il tasso di inattività scende di 2 decimi
e si porta al 37,7%.