Spesa pubblica, mezza Italia contro tagli a sanità - Ipsos

mercoledì 27 ottobre 2010 12:01
 

ROMA, 27 ottobre (Reuters) - Quasi la metà degli italiani pensa che tagliare la spesa pubblica freni lo sviluppo e non toccherebbe mai la spesa sanitaria.

Quasi la metà sacrificherebbe, invece, le spese per la difesa e ritiene la lotta all'evasione fiscale debba essere il primo obiettivo di una politica che voglia rafforzare la crescita.

Sono alcuni dei risultati di una ricerca Acri realizzata con Ipsos in occasione della 86ª Giornata Mondiale del Risparmio e presentata oggi a Roma.

"Anche rispetto alla spesa pubblica, i più (47%) ritengono che i tagli alla spesa inibiscano la crescita economica, contro il 39% che invece ritiene la possano aiutare. Se proprio dovessero razionalizzare la spesa pubblica, i cittadini italiani non taglierebbero mai: sanità (53% di citazioni), scuola, università e ricerca (34%), pensioni (33%)", si legge nella sintesi dell'indagine.

"Se fossero proprio costretti a scegliere sacrificherebbero la difesa (il 45% di citazioni), le spese per la giustizia (19%), la protezione dell'ambiente (18%)".

L'indagine come ogni anno dal 2011 ha sondato l'atteggiamento degli italiani verso il risparmio ma ha anche dedicato un focus specifico al tema scelto per la giornata del risparmio: "Rigore e sviluppo nell'era del mercato globale".

Su questo le idee degli italiani, per come emergono dall'indagine, sono precise.

Oltre a temere gli effetti recessivi di tagli alla spesa pubblica, gli italiani (48%) pensano anche che "ai fini dello sviluppo è fondamentale la lotta all'evasione fiscale".

Quanto al tema più generale del risparmio, l'Italia che emerge nell'indagine 2010 è in un momento di "attendismo prudente e preoccupato". Appare come un Paese "poco reattivo alla crisi", con i pessimisti sul futuro dell'economia (41%) che superano gli ottimisti (30%).   Continua...