MONETARIO - Cosa succede oggi giovedì 21 ottobre

giovedì 21 ottobre 2010 07:35
 

* Si aprono in Corea i lavori del G20 finanziario con la riunione dei viceministri finanziari e dei numeri due delle banche centrali delle prime venti economie mondiali. Intervenuto ieri da Seoul in qualità di presidente del Financial Stability Board, organismo incaricato dal G20 di proporre misure che riducano i rischi per le grandi banche - le cosiddette 'too big to fail' - Mario Draghi ha spiegato che l'Fsb non si finalizzerà alcuna proposta finché le singole autorità nazionali non avrenno concordato le modalità di fallimento per gli istituti di credito di importanza sistemica

In sede G20, ha detto sempre ieri il governatore Bankitalia, verrà inoltre chiesto di eliminare, ove possibile, il requisito dell'approvazione di istituzioni o strumenti finanziari da parte di un'agenzia di rating.

* Intanto, in vista dell'apertuta dei lavori del G20, il segretario al Tesoro Usa Geithner ha affermato in un'intervista al Wall Street Journal di non vedere ragioni per un ulteriore deprezzamento del dollaro rispetto a euro e yen, aggiungendo che non c'è alcuna politica deliberata da parte degli Stati Uniti per la svalutazione del biglietto verde. Le principali divise sono in questo momento "grosso modo allineate" ha detto Geithner.

* Crescita modesta nelle ultime settimane per gli Stati Uniti. Lo scrive la Federal Reserve nel suo Beige Book di ottobre, di fatto confermando l'analisi già espressa il mese scorso quandi parlava di "diffuso rallentamento" per la prima economia mondiale. La Fed spiega che le imprese americane faticano ad alzare i prezzi e parallelamente ad assumere forza lavoro e a investire.

* Crescita in rallentamento e inflazione in salita per la Cina. Sono i due dati principali di in una mattinata ricca di indicazioni per il paese, da cui emerge un'economia forte ma lontana da ogni ipotesi di surriscaldamento, tanto da far ritenere, dopo il rialzo a sorpresa dei tassi di questa settimana, che per ora altri interventi in quesa direzione non ce ne saranno. Il Pil del terzo trimestre ha mostrato una crescita del 9,6% tendenziale, contro il +10,3% dei tre mesi precedenti. Il dato è comunque leggermente sopra le attese, fissate a +9,5%. L'indice Cpi cinese di settembre cresce invece del 3,6%, in linea con le attese, contro un'inflazione del 3,5% in agosto. Tra gli altri dati la propduzione industriale, sempre di settembre, in rallentamento, con una crescita del 13,3%, sotto le sttese di un +13,6%.

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