24 settembre 2010 / 13:07 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Crisi, falso Italia fatto meglio altri - Marcegaglia

(Aggiunge dichiarazioni Brunetta e contesto)

VIAREGGIO/GENOVA, 24 settembre (Reuters) - È falso dire che l'Italia ha affrontato meglio di altri Paesi la crisi economica.

Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo alla seconda Assise di Confindustria Toscana a Viareggio (Lu).

"Quando si dice che siamo andati meglio di altri Paesi non è vero, siamo stati fortemente colpiti dalla crisi", ha detto la Marcegaglia.

"Siano entrati nella crisi già in crisi e la percezione che abbiamo è che stiamo uscendo dalla crisi ancora con una capacità di crescita inferiore rispetto alla media europea", ha aggiunto la leader degli industriali, dicendo che l'Italia non rientrerà probabilmente "in una seconda recessione" anche se l'economia continua a restare "in un quadro di incertezza".

Confindustria ha da poco ridotto a +1,3% da +1,6% la stima di crescita per il 2011. Anche il Tesoro, secondo una fonte governativa, si appresta a rivedere il quadro macroeconomico riducendo l'attuale stima di +1,5%.

Si mostra invece più ottimisma il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che ha partecipato a un dibattito con la stessa Marcegaglia a un convegno su occupazione e competitività a Genova organizzato da Confindustria.

Per il 2010 "la crescita è stimata all'1%. Io sono un ottimista e prevedo una crescita dell'1,1%, 1,2% o forse dell'1,3%. E nel 2011 ancora meglio", ha detto Brunetta.

"Non abbiamo risolto tutti i problemi, ma abbiamo attraversato la crisi bene e il paese che esce dalla crisi è un po' meglio. Chiedere a un paese che ha i nostri gap infrastrutturali di crescere come la Germania è chiedere troppo", ha aggiunto Brunetta.

Così risponde al ministro la presidente di Confindustria: "Non abbiamo chiesto che l'Italia cresca come la Germania [...], chiediamo di crescere al 2%, come la media dell'Europa".

La Marcegaglia chiede a politica e governo di concentrarsi su crescita e occupazione e sollecita "risposte serie e immediate".

"Se non riusciamo a raggiungere il 2% di crescita non riusciremo a riassorbire la disoccupazione, tenere in piedi il tessuto produttivo, e aumentare il benessere di tutti", ha continuato.

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