MONETARIO - Cosa succede oggi venerdì 24 settembre

venerdì 24 settembre 2010 07:39
 

* Seguite dal no comment di Banca Gentrale e del ministro delle Finanze Yoshihiko Noda, nuove voci di intervento di Tokyo sul mercato dei cambi spingono il dollaro a superare nuovamente la soglia di 85 yen. A monte della debolezza della valuta giapponese anche indiscrezioni circa dimissioni del governatore della banca centrale

* Tremonti partecipa a un convegno a Cuneo. Negli ultimi giorni il ministro ha espresso preoccupazione per la crisi aperta ai vertici di UniCredit con le dimissioni dell'AD Profumo senza l'indicazione di un successore. Tremonti ha anche di recente parlato di "nubi nere" che si stanno addensando sull'Atlantico", spiegando che le banche irlandesi potrebbero risultare le prime colpite ma il brutto tempo può rivelarsi contagioso. Secondo fonti governative, inoltre, l'Italia si preparerebbe a rivedere lievemente al ribasso la stima di crescita per il 2011 nel prossimo documento ufficiale sui conti pubblici Dfi dopo il +1,5% di inizio maggio

* A Siena convegno Abi "Il settore del credito nel cambiamento", con il presidente Mussari. Critiche sono state mosse dall'ambiente bancario italiano a Basilea III, il nuovo schema di regole di patrimonializzazione per gli istituti creditizi. Le critiche si concentrano sul carattere anticiclico della riforma, che rischia di bloccare la ripresa di un settore in progressiva uscita dalla crisi finanziaria

* Sul fronte economico europeo focus in particolare sull'Ifo di settembre. Le previsioni danno l'indice di fiducia delle imprese tedesche in discesa a 106,2 punti dai 106,7 di agosto. Dalla Francia arriva la revisione del dato sul Pil del secondo trimestre, cresciuto dello 0,6% secondo la prima lettura. Dagli Usa ordini di beni durevoli di agosto, attesi in calo dell'1% dopo il +0,4% di luglio, e dati immobiliari con le vendite di nuove case in agosto, stimate a un tasso annualizzato di 290.000 dal 276.000 del mese precedente

* Il governo spagnolo illustra la finanziaria 2011, la più dura degli ultimi 15 anni, che dovrebbe portare l'anno prossimo il deficit a 6% del Pil da 11,2% del 2009. In settimana è stato raggiunto un accordo tra Partito socialista e Partito nazionalista basco per il sostengo di quest'ultimo alla manovra, il governo Zapatero è però ancora alla ricerca degli ultimi voti necessari per assicurasi l'approvazione del parlamento

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