3 settembre 2010 / 17:08 / tra 7 anni

Crisi, da Cernobbio view grigia per prospettive prossimi mesi

CERNOBBIO, 3 settembre (Reuters) - Le aspettative per i paesi industrializzati non sono positive, mentre ci sono numeri migliori per ciò che riguarda i paesi emergenti.

E’ questa l‘indicazione principale emersa dalla prima giornata di lavori del workshop Ambrosetti a Cernobbio che si avvia alla conclusione, come riferito da uno dei partecipanti.

“L‘indicazione principale emersa è di aspettative non positive per le economie dei paesi industrializzati e di aspettative e numeri migliori per i paesi emergenti”, ha detto.

“Un secondo elemento di preoccupazione riguarda cosa si può fare. I vari strumenti di intervento di politica economica, come la riduzione dei tassi e l‘aumento del disavanzo pubblico sono stati già ampiamente utilizzati e quindi i margini di manovra si sono molto ristretti”, ha spiegato.

“Si è respirata un‘aria un po’ grigia sulle prospettive di sviluppo dei prossimi mesi”, ha concluso.

Da un sondaggio effettuato con gli imprenditori presenti il 35,9% ha indicato un‘attesa per il 2010 di una crescita del fatturato di oltre il 10%, mentre il 33,3% parla di crescita inferiore al 10% e il 16,7% di ricavi stabili. Solo il 3,8% si aspetta una flessione di oltre il 10%.

“Questo è riconducibile al fatto che ci sono imprese che sono anche esportatrici, essendo presenti sui mercati emergenti, quindi il giudizio è il risultato delle difficoltà del mercato interno e di un andamento positivo dei nuovi mercati”, ha spiegato un economista partecipante al convegno.

Il sondaggio ha riguardato anche le prospettive di occupazione. Il 9% ha indicato un‘aspettativa di un aumento dell‘organico superiore al 10%, mentre il 23,3% si aspetta un aumento inferiore al 10%. Il 43,6% si aspetta una variazione nulla, mentre il 20,3% si attende una riduzione dell‘organico entro il 10%.

Per ciò che riguarda le prospettive di investimento per il 2011, il 10,2% prevede di investire oltre il 20% in più rispetto alla media dell‘ultimo triennio, mentre il 15,6% vede investimenti in crescita entro il 20% e il 22,4% entro il 10%.

Il 36,7% degli intervistati vede investimenti in linea con l‘ultimo triennio, mentre l‘11,6% investirà fino al 10% in meno rispetto alla media dell‘ultimo triennio.

Il 2% e l‘1,4% vedono infine riduzioni degli investimenti rispettivamente fino al 20% e oltre il 20%.

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