PUNTO 2-Italia, disoccupazione luglio ferma ma è record inattivi

martedì 31 agosto 2010 14:01
 

 (Aggiunge dato Zona euro e dettagli)
 
 ROMA, 31 agosto (Reuters) - La disoccupazione italiana si
mantiene ferma nel mese di luglio ma sfiora quota 15 milioni il
numero totale di inattivi, che raggiunge il livello più alto da
inizio 2004.
 Secondo le statistiche diffuse oggi da Istat, il tasso di
disoccupazione si è ridotto lievemente all'8,4% dall'8,5% di
giugno.
 Anche se apparentemente il tasso scende, Istat avverte che
in realtà la differenza tra giugno e luglio è di fatto nulla per
una questione di arrotondamenti. La disoccupazione si riduce
infatti all'8,422 dall'8,471% di giugno.
 "La disoccupazione è ferma, non sta calando", spiega Linda
Laura Sabbadini, direttore centrale per le indagini sulla
qualità della vita all'Istat.
 Il dato più rilevante di luglio è l'aumento di 76.000
persone tra le file degli inattivi, che porta il totale a 14,948
milioni, il valore più alto dall'inizio delle serie storiche nel
gennaio 2004. 
 L'inattività, da sempre molto più alta in Italia rispetto
agli altri Paesi europei, aumenta soprattutto nella componente
maschile, che secondo Istat "comincia ad essere interessata dal
fenomeno dello scoraggiamento". In altre parole, ci sono molte
più persone che hanno smesso di cercare attivamente un impiego,
pur essendo disponibili a lavorare.
 Come conseguenza il tasso di inattività sale di 2 decimi di
punto al 37,8%. Gli uomini inattivi aumentano dello 0,9% tra
giugno e luglio 2010, le donne dello 0,3%.
 
 DISOCCUPATO OLTRE UN GIOVANE SU QUATTRO
 Lo scoraggiamento sembra colpire soprattutto i giovani,
categoria meno protetta in Italia dagli strumenti di welfare.
 E l'aumento degli inattivi è probabilmente la causa
principale del calo di 0,6 punti nel tasso di disoccupazione
giovanile, che scende al 26,8%.
 La difficile condizione dei giovani italiani emerge in modo
netto dal confronto con la media della Zona euro, dove il tasso
di disoccupazione tra gli under 25 è pari al 19,6%.
 "La situazione rimane certamente preoccupante, ma sarebbe
colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale
positivo con l'Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente
fermatasi", commenta il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
 In effetti, grazie all'ampio ricorso alla cassa
integrazione, il tasso italiano è di 1,6 punti percentuali
inferiore alla media della Zona euro (10%). I cassintegrati sono
considerati da Istat occupati a tutti gli effetti in quanto
temporaneamente sospesi dal lavoro. In molti Paesi europei,
invece, chi riceve sussidi viene conteggiato tra i disoccupati.
 La capacità di assorbire i cassintegrati induce alla cautela
gli economisti, che non sbilanciano sulle prospettive dei
prossimi mesi.
 "Non ci aspettiamo miglioramenti più forti perché restano
molti cassintegrati da occupare, prima di nuove assunzioni",
dice ad esempio Loredana Federico (Unicredit Mib).
"Il dato non segnala un'inversione di trend, molto dipenderà
da come la riapertura post-estiva si tradurrà in un
riassorbimento dell'ampio ricorso alla cassa integrazione e in
un miglioramento delle condizioni di domanda", dice Paolo
Pizzoli di Ing.
 - ha collaborato redazione Milano