PUNTO 1- Fed, conferma stimolo fiscale, no a tassi zero-Bernanke

giovedì 22 luglio 2010 19:04
 

(aggiunge dichiarazioni Bernanke)

WASHINGTON, 22 luglio (Reuters) - Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ritiene che nel breve termine sia giusto mantenere un livello ragionevole di stimolo fiscale, ma in una prospettiva più lunga bisognerà intervenire per riportare sotto controllo i deficit.

Intervenendo alla commissione Servizi Finanziari della Camera, Bernanke ha definito "insoddisfacente" la situazione del mercato del lavoro e ha ripetuto che le opzioni a disposizione della banca centrale Usa comprendono la riduzione degli interessi sulle riserve e l'acquisto di un maggior numero di titoli.

"Sono completamente d'accordo con voi che la situazione del mercato del lavoro è insoddisfacente", ha affermato il banchiere. "Ciò che è incredibilmente importante è abbassare il tasso di disoccupazione e riportare le persone al lavoro".

Bernanke ha sottolineato che la Fed è pronta "ad adottare ulteriori azioni, se necessario, per garantire un ritorno alla completa utilizzazione della produttività potenziale, in un contesto di stabilità dei prezzi".

Elencando le misure che la banca centrale potrebbe adottare, Bernanke ha spiegato: "Potremmo abbassare il tasso d'interesse che paghiamo sulle riserve in eccesso, attualmente pari soltanto allo 0,25%... E potremmo agire per ampliare il bilancio, per esempio, comprando ulteriori titoli".

La concretezza di queste misure, ha proseguito, "dipenderà in parte dalle condizioni finanziarie". Nel breve termine, "penso che dovremmo mantenere un livello ragionevole di supporto fiscale, lo stimolo all'economia. Nel lungo termine, credo che abbiamo bisogno di fare ulteriori passi per rassicurare i cittadini americani e i mercati che la nostra situazione è sotto controllo".

Tornando ai tassi, ha sottolineato che ridurli a zero creerebbe rischi al funzionamento dei mercati monetari. "La ragione per non portarli a zero è che vogliamo che i mercati monetari a breve termine e il mercato dei fondi federali continuino a funzionare in modo ragionevole", ha sostenuto. "Se i tassi arrivassero a zero, non ci sarebbero incentivi a comprare e vendere fondi federali, nonché la liquidità overnight nel sistema interbancario. E se i mercati chiudono... sarebbe più difficile gestire i tassi d'interesse a breve termine".   Continua...