SCHEDA - Riforme finanziarie, Ue vs Stati Uniti

venerdì 16 luglio 2010 19:19
 

16 luglio (Reuters) - Il Congresso Usa ha approvato la più radicale riforma di Wall Street dagli anni Trenta, che verrà promulgata dal presidente Barack Obama la settimana prossima.

Vengono implementate richieste fatte nel 2009 da Stati Uniti, Unione Europea e dagli altri Paesi membri del G20 per impedire che la crisi finanziaria si rieta.

La pressione ora si sposta sull'Ue che dovrà aggiornarsi nelle aree chiave dei derivati, supervisione, hedge fund, protezione dei consumatori e liquidazioni. Le banche stanno osservando con attenzione le differenze che stanno emergendo e che influenzeranno i modelli economici. Ecco i confronti.

PREVENZIONE DI SALVATAGGI FINANZIATI DALLE TASSE

* Il G20 vuole mettere fine all'idea di banche "troppo grosse per fallire" implementando meccanismi e "testamenti" per fare liquidazioni più veloci senza destabilizzare i mercati.

* Gli Usa hanno messo su un processo di "liquidazione ordinata" che i governi potranno usare in caso di emergenza, invece di ricorrere a bancarotte o salvataggi, per smantellare società sull'orlo del collasso.

* L'Unione di 27 Stati sprovvista di leggi condivise sull'insolvenza potrebbe fare più fatica a produrre un meccanismo paneuropeo anche se le banche cross-border dominano il settore. La Commissione Ue ha proposto una rete di fondi di risoluzione e una tassa. L'esito è di divergenze interne su come utilizzare il denaro raccolto e a chi spetta i loro salvataggi.

* VINCENTI/PERDENTI: le banche europee rischiano ulteriori imposte oltre più stringenti requisiti di capitale e di liquidità. I contribuenti dovrebbero essere protetti meglio. Ne risulta un collage disordinato per le banche globali che subiranno pressioni per "filializzare" le loro operazioni di paesi differenti.

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