16 luglio 2010 / 14:55 / tra 7 anni

Immobili, in Italia ripresa lenta, prezzi ingessati - Nomisma

MILANO, 16 luglio (Reuters) - La ripresa del mercato immobiliare italiano è più lenta di quella già da tempo avviata nei principali mercati esteri e le incertezze sull‘intonazione economica condizionano negativamente le aspettative future.

I prezzi scendono ancora ma a un ritmo rallentato, con una ripresa attesa non prima della fine del 2011 e comunque - almeno inizialmente - di modesta entità.

E’ il quadro delineato dal Rapporto sul mercato immobiliare 2010 di Nomisma, in cui si sottolinea come la domanda di immobili si stia tendenzialmente stabilizzando solamente per il settore delle abitazioni. La richiesta di spazi per le attività di impresa è invece tuttora fortemente depressa, complice la lentezza della ripresa economica e la perdurante incertezza sull‘evoluzione della congiuntura.

Nel corso della primavera il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane si è deteriorato, interrompendo il recupero virtuoso che si era avviato nella seconda metà dell‘anno passato e frenando i ritmi di ripartenza del mercato immobiliare.

“Se all‘estero la ripresa complessiva del mercato è già avvertita da alcuni mesi, con un riavvio di investimenti ed incrementi dei prezzi di compravendita, grazie anche ad un recupero della fiducia per una situazione macroeconomica in miglioramento, il mercato immobiliare italiano si trova ancora ben lontano da una salda ripresa di prezzi e quantità transate”, si legge nel rapporto.

PICCOLO RECUPERO TRANSAZIONI SOLO PER RESIDENZIALE

Le transazioni sono cresciute rispetto all‘inizio dell‘anno scorso solo in corrispondenza delle abitazioni (+4,2% nel primo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo dell‘anno precedente), ma sono a un livello ancora inferiore del 30% rispetto al 2007, quando sull‘anno si stipulavano oltre 800.000 compravendite di abitazioni.

Nei comuni capoluogo la crescita è più accentuata e arriva al 9,7%, superando anche il 10% nelle maggiori città.

Il mercato resta comunque sostanzialmente ingessato, con tempi di vendita stabilizzati poco sopra i sei mesi per le abitazioni, mentre crescono ancora i tempi per le locazioni, sintomo di un mercato degli affitti che non riesce ad approfittare dell‘impasse delle compravendite.

Per quanto riguarda i prezzi, nel semestre si registra un calo dell‘1% rispetto a fine 2009: la flessione è comunque la più contenuta dell‘ultimo biennio e prefigura un percorso di stabilizzazione che non porterà aumenti nei valori prima della fine del 2011.

Dall‘inizio della fase negativa del mercato, le grandi città italiane hanno perso mediamente il 5% circa in sede nominale sui prezzi e il 7% circa sui canoni. Si riducono invece leggermente gli sconti mediamente praticati all‘atto dell‘acquisto, pur rimanendo su livelli elevati.

Continua intanto il trend di crescita della quota di acquisti di abitazioni effettuati tramite capitale proprio, arrivata al 30% del totale a fronte del 20% di tre anni fa.

“Le incertezze sull‘intonazione economica futura segnate da un accresciuto (e previsto in ulteriore aumento) tasso di disoccupazione ed un limitato ritmo di crescita dell‘economia per il 2010 e il 2011, combinati con le ancora difficili condizioni nell‘accesso al finanziamento, condizionano negativamente le aspettative sul mercato immobiliare”, sottolinea il rapporto.

“Finché le condizioni di contesto non si verranno a normalizzare, anche il mercato immobiliare non potrà riavviarsi. Pertanto i prezzi potranno ricominciare a crescere al massimo di uno o due punti non prima di un anno”.

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