7 luglio 2010 / 10:18 / 7 anni fa

Italia, disoccupazione non calerà almeno sino a fine 2011 - Ocse

MILANO, 7 luglio (Reuters) - L'impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano finora è stato più blando che in molti altri paesi Ocse ma le stime dell'organizzazione suggeriscono che la disoccupazione rimarrà sui livelli attuali, o sopra, almeno fino alla fine del 2011.

Lo si legge nell'Employment Outlook 2010 dell'Ocse.

Il tasso di disoccupazione dell'Italia a maggio si è attestato all'8,7%, un aumento di 2 punti percentuali dall'inizio della crisi (dicembre 2007) a fronte di un incremento medio a livello Ocse di 2,8 punti percentuali.

Tuttavia, sottolinea il rapporto, "la maggior parte della crescita della disoccupazione in Italia si è verificata nell'ultimo anno, quando il tasso è salito di 1,2 punti percentuali, molto sopra la crescita media nell'Ocse nel suo complesso". La ripresa della produzione in atto inoltre "non dovrebbe portare a una significativa creazione di posti di lavoro nel breve termine".

La flessione registrata nell'occupazione e la crescita della disoccupazione sarebbero state anche molto peggiori se il numero di ore lavorate non fosse sceso durante la crisi del 2,7%, il doppio rispetto all'area Ocse complessiva.

SENZA CIG TASSO DISOCCUPAZIONE PIU' ALTO 4 PUNTI PERCENTUALI

L'Ocse stima che l'espansione della Cassa Integrazione Guadagni ha consentito di contenere la contrazione del tasso di disoccupazione di circa quattro punti percentuali.

Mentre le perdite di posti di lavoro si sono inizialmente concentrate tra i contratti a tempo determinato o atipici, la recente ripresa della disoccupazione sembra essere dovuta soprattutto alla perdita di posti di lavoro tra i contratti a tempo indeterminato (-195.000 nell'ultimo anno). E questo, prosegue lo studio, nonostante il fatto che le ore autorizzate in base alla Cig siano ancora in crescita (+26% negli ultimi tre mesi), in contrasto con molti altri paesi - tra cui Francia e Germania - in cui le ore protette da sussidi statali si sono stabilizzate o hanno iniziato a diminuire nel terzo trimestre 2009.

"Nei prossimi mesi, quando i lavoratori con sussidi esauriranno i loro diritti, la Cig potrebbe essere insufficiente a impedire un ulteriore aumento della disoccupazione", secondo l'Ocse.

PER RIPRESA OCCUPAZIONE OCCORRE RIFORMA CONTRATTI

Con la ripresa che acquista slancio, è essenziale creare gli incentivi giusti perché le imprese assumano maggiormente. L'Employment Outlook Ocse rileva che l'Italia è ancora caratterizzata da una regolamentazione del mercato del lavoro piuttosto rigida e da una mobilità lavorativa limitata da una prospettiva internazionale. Queste caratteristiche, che inizialmente hanno contribuito a moderare l'effetto della crisi sull'occupazione permanente, hanno anche concentrato le perdite di posti tra i lavoratori temporanei.

"Per promuovere una crescita della produttività e una maggiore creazione di posti di lavoro sarebbe necessaria una riforma dei contratti occupazionali, migliorando la riallocazione dell'occupazione durante la ripresa", evidenzia l'Ocse.

Tuttavia una strategia di questo tipo implicherebbe, nel tempo, un aumento della mobilità forzata tra i lavoratori a tempo indeterminato. Quindi una riforma del genere dovrebbe essere accompagnata da sforzi ulteriori nelle politiche di welfare per fornire adeguati benefici di disoccupazione, preservando comunque l'equilibrio di bilancio.

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