Piano Grecia, ministri zona euro puntano a superare nodi

martedì 18 maggio 2010 08:35
 

BRUXELLES, 18 maggio (Reuters) - I ministri della zona euro puntano a scogliere i nodi del piano da 750 miliardi di euro varato una settimana fa per tranquillizzare i mercati e vincere le paure di una serie di crisi del debito in stile greco nell'area della moneta unica.

Dopo una tornata di colloqui a Bruxelles, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, e i colleghi hanno affrontato quelle che alcuni funzionari descrivono come differenze sulle modalità in cui il meccanismo anti-contagio potrebbe scattare in caso di bisogno.

"E' più una questione tenica che di differenze", ha precisato il ministro tedesco.

Jean-Claude Juncker, premier lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo, ha affermato che le questioni aperte erano "tecniche" e che i ministri sperano di sciogliere i nodi venerdì prossimo, quando ritorneranno a Bruxelles per discutere delle politiche di lungo termine.

Il pacchetto di aiuti comprende fondi in standby e prestiti garantiti, a cui governi della zona euro potrebbero fare ricorso in caso di chiusura dei mercati del credito, come accaduto in Grecia.

I ministri hanno affrontato anche il tema di una riforma della governance economica e fiscale a livello paneuropeo nel lungo termine, un modo per dare manforte a quelli che Juncker ha definito passi "coraggiosi" di Madrid e Lisbona per una maggiore austerità.

L'intesa di massima prevede che nel prossimo futuro vengano prese in considerazione le proposte elaborate dalla Commissione Ue la settimana scorsa.

L'organismo ha proposto che le linee guida nazionali in materia di macroeconomica vengano discusse preliminarmente a livello europeo e ha suggerito di accelerare le procedure sanzionatorie nei confronti dei Paesi che violano le regole fiscali Ue.

Schaeuble ha detto che è venuta l'ora di guardare oltre il contenimento della crisi per prendere decisioni concrete sulle regole di controllo del debito in futuro.

Juncker si è detto meno preoccupato dal livello dell'euro che dal ritmo al quale il tasso di cambio sta cambiando. Il premier lussemburghese ha definito la moneta unica "credibile".