SINTESI - Italia, disoccupati marzo 8,8%, mai così da fine 2002

venerdì 30 aprile 2010 13:49
 

 * Economisti vedono trend crescita disoccupazione a oltre 9%
 * Primi segnali che 'scoraggiati' tornano a cercare lavoro
 * Aumento disoccupazione colpisce più donne che uomini
 
 (Accorpa pezzi, aggiunge commenti economisti e contesto)
 
 ROMA, 30 aprile (Reuters) - Il tasso di disoccupazione
raggiunge nel mese di marzo l'8,8%, il livello più alto da otto
anni a questa parte, in una congiuntura economica che, secondo
gli economisti, porterà l'Italia a bruciare posti di lavoro per
tutto o gran parte del 2010.
 Secondo le statistiche destagionalizzate diffuse oggi da
Istat, il tasso di disoccupazione sale di due decimi di punto
sul mese precedente e di un punto percentuale su febbraio 2009,
quando era pari al 7,8%.
 Il dato è superiore alla mediana delle stime raccolte da
Reuters tra gli analisti, che indicava un tasso all'8,6% come in
febbraio (rivisto però dall'8,5% della stima preliminare).
 Nel complesso della zona euro il tasso di disoccupazione
risulta nello stesso mese stabile al 10,0%, in linea alle
attese.
 "A marzo c'è stato ancora un uso massiccio della cassa
integrazione e questo ha aiutato a contenere il tasso di
disoccupazione italiano, che è tra i più bassi dell'area euro",
commenta Laura Cavallaro, di Aletti Gestielle.
 
 DISOCCUPAZIONE ERODE SIA FILA OCCUPATI CHE INATTIVI
 Lo spaccato fotografato dall'Istat mostra che la
disoccupazione aumenta nel mese di marzo più di quanto calino
occupati e inattivi. È possibile quindi che i cosiddetti
"scoraggiati", le persone che hanno smesso di cercare
attivamente lavoro, siano tornati sul mercato. Istat tuttavia
suggerisce cautela dal momento che le statistiche mensili sono
soggette a revisione e per avere un'idea più chiara occorre
analizzare il trend nell'arco di più mesi.
 Le persone senza lavoro aumentano di 58.000 unità rispetto a
febbraio e portano il totale a 2,194 milioni. Su marzo 2009
l'incremento è di 236.000 disoccupati.
 Gli occupati diminuiscono su base mensile di 48 mila unità
che diventano 367 mila se si guarda al confronto con marzo 2009.
 Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 27,7%,
anche se per la prima volta i dati Istat registrano un lieve
calo, pari a 0,4 punti percentuali su febbraio.
 Rispetto alla media della zona euro il tasso resta comunque
superiore di circa 7 punti percentuali.
 
 ECONOMISTI VEDONO PICCO DISOCCUPAZIONE ALMENO A 9%
 L'aumento della disoccupazione di marzo è un fenomeno che
colpisce soprattutto le donne, altra categoria tradizionalmente
meno tutelata dagli strumenti di Welfare. Gli uomini in cerca di
un impiego aumentano infatti dello 0,9%, le donne del 4,8%.
 Penalizza le donne anche una bassa partecipazione al mercato
del lavoro. Tra le donne il tasso di inattività raggiunge
infatti il 48,9%, 22,4 punti percentuali superiore al 26,5% che
si registra tra gli uomini.
 Interpellati a caldo per un commento, gli economisti
confermano che la disoccupazione dovrebbe continuare ad
aumentare nei prossimi mesi.
 "Visto il ritardo rispetto al ciclo economico, ci aspettiamo
ancora un rialzo anche se modesto. Le attese sono per un rialzo
di quache decimo fino al 9% e poi di stabilizzazione su questo
livello nella seconda parte dell'anno, per poi iniziare a
scendere l'anno prossimo", aggiunge Cavallaro.
 "Prevediamo per il tasso dei disoccupati un picco di 9/9,2%
intorno a fine anno", dice Davide Stroppa di UniCredit.
 Per Anna Grimaldi, economista di Intesa-San Paolo,
l'incremento della disoccupazione continuerà "fino alla prima
metà del 2011, periodo in cui ci sarà il picco, in normale
ritardo rispetto al ciclo, nell'area euro e anche in Italia".