Usa, Cpi marzo sale 0,1%, in linea attese, +2,3% anno su anno

mercoledì 14 aprile 2010 14:55
 

(notizia in italiano)

WASHINGTON, 14 aprile (Reuters) - I prezzi al consumo negli Stati Uniti il mese scorso sono saliti dello 0,1%, in linea con le attese degli economisti, dando alla Federal Reserve margini per mantenere tassi di interesse estremamente bassi.

Il dipartimento del Lavoro ha detto che i costi crescenti di frutta e verdura fresca sono stati la causa principale dell'incremento dell'indice destagionalizzato. Il sottoindice degli alimentari nelle case è salito dello 0,5%, il livello più alto da settembre 2008.

Escluse le componenti più volatili di alimentari ed energia, il Cpi core a marzo è risultato invariato dopo il +0,1% di febbraio. Gli economisti interpellati da Reuters si aspettavano una crescita dello 0,1% anche per l'indice core.

Il sottoindice dell'energia è rimasto stabile nonostante la salita dei prezzi del petrolio. Gli economisti stanno monitorando con attenzione i prezzi dell'energia per eventuali indicazioni che potrebbero innescare un balzo più deciso dell'inflazione o comprimere la spesa dei consumatori.

La Federal Reserve si è impegnata a mantenere i tassi di interesse benchmark insolitamente bassi per un lungo periodo in un contesto di alta disoccupazione che rallenta la ripresa dopo la peggiore recessione dalla Grande Depressione. La banca centrale ha detto che una fiammata dell'inflazione potrebbe cambiare la prospettiva, ma i dati odierni hanno evidenziato pressioni sui prezzi ancora contenute.

Negli ultimi 12 mesi il Cpi è cresciuto del 2,3% prima della destagionalizzazione. Escludendo alimentari ed energia l'indice core nel periodo è salito dell'1,1%, il progresso più basso da gennaio 2001.