Usa, importazioni fanno salire deficit commerciale febbraio

martedì 13 aprile 2010 16:01
 

WASHINGTON, 13 aprile (Reuters) - Il balzo delle importazioni di beni di consumo e altri prodotti ha provocato l'allargamento del deficit commerciale Usa alla cifra di 39,7 miliardi di dollari in febbraio. Ma allo stesso tempo il disavanzo nei confronti della Cina ha toccato i minimi da quasi un anno.

Il rafforzamento della domanda ha fatto lievitare l'import americano dell'1,7% in febbraio, a 182,9 miliardi di dollari, secondo i dati del governo. L'export è cresciuto solo dello 0,2% a 134,2 miliardi: comunque il miglior dato dallo scoppio della grande crisi nell'ottobre 2008.

Gli economisti prevedevano un deficit in allargamento a 38,5 miliardi. Il Dipartimento per il commercio ha poi rivisto lievemente al ribasso il dato sul disavanzo di gennaio, a 37 miliardi.

Secondo l'economista di Decision Economics Cary Leahey il dato sul deficit di febbraio leggermente superiore alle attese potrebbe spingere gli analisti a ridimensionare le stime sulla crescita economica negli Stati Uniti nel primo trimestre.

"Le previsioni sul pil del primo trimestre sono arrivate fino al +4% ma questo dato getta un po' d'ombra su tali numeri. C'è una ripresa dei fondamentali dell'econoimia, ma i dati sul commercio suggeriscono che i benefici maggiori per ora sono andati a favore della produzione estera piuttosto che di quella interna".

Le importazioni dalla Cina sono calate del 7,2% in febbraio a 23,4 miliardi, il dato più basso da maggio 2009; il deficit nei confronti del gigante asiatico si è ristretto a 16,5 miliardi di dollari, il minimo da marzo dell'anno socrso.

L'assottigliamento del deficit potrebbe regalare più tempo al presidente Usa Barack Obama per persuadere la Cina a rivalutare la propria valuta, prima che il congresso Usa dia seguito alle minacce di approvare nuovi dazi sui prodotti cinesi.

Il presidente Hu Jinato, a Washington per il summit nucleare, aveva affermato che la Cina non si lascerà influenzare da pressioni esterne in materia valutaria e che ogni decisione sarà presa solo sulla base dell'interesse nazionale. Ma ha aggiunto che "la Cina si atterrà fermamente a un percorso di riforma dei meccanismi di cambio dello yuan".