Italia,export lusso accessibile a nuovi mercati a 13 mld in 2015

martedì 13 aprile 2010 14:13
 

ROMA, 13 aprile (Reuters) - I beni di lusso 'accessibile' rappresentano il 14% dell'export italiano e le relative importazioni, da parte dei Paesi emergenti, saliranno a 13 miliardi euro nel 2015 (3,8 miliardi in più rispetto al 2009 con una crescita pari al 46%). Le importazioni complessive di questi Paesi passeranno a 113 miliardi nel 2015, 36 miliardi in più rispetto al 2009.

E' quanto emerge dalla ricerca svolta dal Centro Studi Confindustria, Prometeia e SACE e presentata oggi a Roma in occasione dell'incontro "Esportare la dolce vita. Le nuove opportunità per il lusso accessibile italiano".

La ricerca si riferisce al quinquennio 2010-2015 ed esamina i beni di lusso prodotti nei settori alimentare, arredamento, calzature, abbigliamento e accessori, e selezioni, escludendo la fascia di beni considerati di lusso più elevato.

I consumatori dei nuovi mercati, la ricerca ne individua trenta, sono in media più giovani di quelli dei Paesi maturi e saranno in percentuale sempre maggiore donne, utilizzeranno canali di acquisto online, tenderanno ad essere maggiormente sensibili alle tematiche ambientali (orientandosi su prodotti ecosostenibili) e a spendere per efficienza energetica e alimentazione sana.

A trainare la domanda saranno soprattutto Russia, Emirati Arabi e Cina, con India e Vietnam che aumenteranno le importazioni di beni di fascia medio-alta di oltre il 70% in sei anni e Indonesia del 60%.

"Una grande opportunità di crescita per le aziende italiane, anche le piccole e medie, che potranno rivolgere la loro attenzione a Paesi più vicini geograficamente, come Egitto e Marocco", si legge nel rapporto.

Come barriere all'ingresso nei nuovi mercati l'Italia sconta, secondo lo studio, "la mancanza di un elevato numero di distributori affermati a livello internazionale che facciano da vetrina per i prodotti made in Italy. Le imprese devono, quindi, affidarsi ai grandi retailer internazionali o promuovere i propri marchi attraverso la vendita diretta in loco".