Cina, pressioni per rivalutare yuan sono controproducenti -Prodi

lunedì 15 marzo 2010 11:06
 

PECHINO, 15 marzo (Reuters) - La pressione internazionale sulla Cina affinché lasci rivalutare lo yuan è controproduttiva e destinata a fallire. Lo ha detto l'ex premier italiano ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi.

"Più alta è la carica del politico che dice che la Cina dovrebbe rivalutare il renminbi, più lungo sarà il tempo da aspettare per una possibile rivalutazione. E' quasi una formula matematica", ha detto Prodi a un pranzo alla Camera di commercio europea.

Il premier cinese ieri ha respinto le richieste internazionali per un apprezzamento dello yuan, dicendo che la Cina seguirà la propria politica e negando che la valuta sia sottovalutata.

Lo scorso giovedì, il presidente americano Barack Obama aveva chiesto alla Cina di adottare un tasso di scambio più orientato dal mercato, ovvero di lasciare rafforzare lo yuan.

"Non so perchè queste affermazioni vengano fatte. In un momento in cui un paese sta diventando sempre più forte, come la Cina è ora, come può accettare che qualcuno dall'esterno ordini che lo yuan sia rivalutato da domani?" ha detto Prodi.

"Se andiamo avanti con queste dichiarazioni, una rivalutazione non ci sarà mai", ha aggiunto Prodi.

L'ex premier ha inoltre spiegato che l'accumulo di forti riserve di Treasuries Usa ha trasformato Pechino in una potenza finanziaria globale: la Cina può ora chiedere di essere ascoltata.

"Il G20 è una conseguenza politica, molto concreta, di ciò", ha detto Prodi.

Dopo la crisi il G20 ha di fatto rimpiazzato il G7 come forum principale per discutere le scelte economiche a livello globale.