12 marzo 2010 / 11:21 / 7 anni fa

PUNTO 2 - Italia, Confcommercio abbassa stima Pil 2010 a 0,8%

(aggiunge dato chiusura esercizi commerciali)

CERNOBBIO, 12 marzo (Reuters) - La Confcommercio ha rivisto al ribasso, per la seconda volta negli ultimi tre mesi, la stima sul Pil italiano del 2010 allo 0,8% dallo 0,9% della previsione precedente e dall'1% di quattro mesi fa.

Lo ha annunciato il direttore dell'ufficio studi della confederazione, Mariano Bella, nel corso della conferenza stampa di apertura del forum di Cernobbio.

"E' la seconda correzione al ribasso negli ultimi tre mesi. Quattro mesi fa stimavamo +1%, poi +0,9% ora +0,8%", ha detto.

Corretta al ribasso anche la stima sulla dinamica dei consumi passata a +0,6% da +0,7%. Nel 2011 invece per il Pil è attesa una dinamica positiva dell'1%, per i consumi dell'1,1%.

Il 2010 è dunque l'anno del ritorno alla crescita ma si tratta, con questi tassi, di una crescita "modesta e fragile". "Se usciamo dalla recessione con questi tassi di crescita confermati anche per il biennio 2012-2013 dovremo aspettare il 2018-2019 per tornare ai livelli di Pil pro capite del 2007", ha infatti aggiunto Bella.

Il 2009, intanto, ha visto un saldo negativo tra aperture e chiusure di esercizio al dettaglio per 16.000 unità. Gli esercizi chiusi sono stati 28.000.

PUNTARE SU SERVIZI E SUD, OPPORTUNITA' PER PAESE

Il presidente Carlo Sangalli ha posto l'accento "su due opportunità presenti nel nostro paese e tra loro collegate: l'opportunità del sistema dei servizi e l'opportunità della crescita e dello sviluppo del Mezzogiorno".

"Chiediamo all'Europa, allo Stato e alle Regioni una politica dei servizi per potenziale la dotazione infrastrutturale del nostro paese, per sviluppare i servizi alle persone e alle imprese e una politica per il turismo", ha spiegato Sangalli.

"Il Mezzogiorno resta una questione nazionale. Il piano per il Sud a cui il Governo sta lavorando è un aspetto particolarmente rilevante della strategia per la crescita e lo sviluppo dell'intero paese", ha aggiunto.

In questa direzione "la presentazione della Banca del Mezzogiorno è un'iniziativa importante per risolvere i problemi specifici del rapporto tra piccole e medie imprese e credito nel Mezzogiorno", ha proseguito Sangalli.

"Ma al Mezzogiorno che non si sottrae alla sfida della costruzione del federalismo fiscale penso si debba anche l'impegno a riaprire la discussione in sede europea sulla fiscalità di vantaggio", ha poi sottolineato.

BENE RIGORE CONTI MA SI STIMOLI CRESCITA

"Condividiamo quanto è stato fatto per stabilizzare gli andamenti della finanza pubblica. Condividiamo una politica di bilancio sobria e attenta al rafforzamento degli strumenti di sicurezza sociale", ha detto Sangalli secondo cui però "occorre fare qualcosa di più per sospingere il ritorno alla crescita".

"Vediamo cosa può essere fatto tempo per tempo e senza 'scassare' i conti pubblici. Partiamo pure dai redditi da lavoro e vediamo ad esempio se possono essere rese permanenti e ampliate le misure di riduzione del prelievo fiscale sui premi di risultato e sugli incrementi salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello", ha spiegato.

"Ne guadagnerebbe la produttività, ne guadagnerebbero i redditi da lavoro e ne guadagnerebbero i consumi", ha concluso.

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