10 marzo 2010 / 12:44 / 7 anni fa

PUNTO 2- Italia, balza produzione gennaio, delusione da Pil 2009

* Produzione industria gennaio molto superiore ad attese

* Per febbraio atteso stallo ma Isae alza stime trim1

* Pil trim4 rivisto al ribasso, deludono consumi, bene scorte

(aggiunge stime Isae, Confindustria)

di Sabina Suzzi

MILANO/ROMA, 10 marzo (Reuters) - La produzione industriale italiana a gennaio ha ampiamente superato le attese, rafforzando le aspettative di un 2010 in ripresa, ma la revisione al ribasso del Pil del quarto trimestre ha smorzato l'entusiasmo, sottolineando la persistente debolezza della domanda interna.

Questo il quadro a luci e ombre emerso dai dati pubblicati oggi dall'Istat che, secondo gli economisti, dipingono uno scenario ancora difficile da decifrare ma che dovrebbe convertirsi per l'anno in corso in una crescita economica modesta.

"Tutto sembra indicare che la flessione del Pil del quarto trimestre non continuerà ma al momento non abbiamo molti dati per il primo trimestre. Ci aspettiamo comunque ancora che il 2010 sia un anno di ripresa, ma il rimbalzo sarà moderato", commenta Carmela Pace di Mps Capital Services.

A gennaio l'indice destagionalizzato della produzione industriale è salito del 2,6% su mese rispetto al -0,2% di dicembre (rivisto da -0,7%). L'indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un rialzo dello 0,1% su base annua dal -5,4% di dicembre. I dati hanno largamente superato il consensus Reuters, che indicava un +0,6% su mese e un -3% annuo.

In termini tendenziali la produzione ha segnato la prima variazione positiva dal mese di aprile 2008.

Un'ora più tardi i dati definitivi sul Pil del quarto trimestre del 2009 hanno mostrato una discesa dello 0,3% sui tre mesi precedenti e del 3% a livello tendenziale, rispetto a una stima preliminare che indicava una variazione congiunturale di -0,2% e annua di -2,8%. Come conseguenza, Istat ha abbassato la variazione media annua a -5,1% dalla stima di -4,9%.

PRODUZIONE, GENNAIO FA BEN SPERARE, ISAE ALZA STIME TRIM1

Dopo i dati Isae ha alzato la previsione sulla produzione industriale del primo trimestre a +3,5% dal precedente +2%. "Risultano positive anche le prime indicazioni sull'andamento medio del secondo trimestre", aggiunge.

Il ritmo di crescita segnato a gennaio - sottolineano gli economisti - non sarà sostenibile ma la tendenza positiva dovrebbe proseguire. "Penso che il dato di dicembre sia stato viziato da effetti di calendario, a febbraio probabilmente vedremo un assestamento o anche un ritracciamento parziale ma la ripresa potrà riprendere al più presto", osserva Marco Valli di Unicredit.

Confindustria si attende per febbraio una flessione contenuta allo 0,1%. Se confermata, la crescita della produzione industriale "farà da traino a un rimbalzo significativo del Pil", spiega Csc. "Rimane comunque difficile centrare quest'anno un incremento del Pil superiore all'1% medio annuo".

Le statistiche sulla produzione di gennaio hanno evidenziato un incremento in tutte le sottocategorie, con un deciso +3,3% per i beni capitali e un +2,1% per i beni intermedi.

"I numeri fanno pensare a un molto atteso recupero dell'accumulazione di scorte - ai minimi storici a fine 2009 - e questo è un buon segnale", afferma Paolo Pizzoli di ING Financial Markets.

Tra gli aspetti positivi gli analisti citano una ripresa degli ordini non solo esteri, ma anche domestici, "una dinamica che ha rafforzato le decisioni produttive delle imprese italiane", evidenzia Pizzoli. Valli in particolare cita "una risposta delle imprese alla Tremonti-ter con aumento della spesa in macchinari".

"La produzione italiana è molto sensibile ai tassi di cambio quindi anche il recente deprezzamento dell'euro dovrebbe aiutare", aggiunge Gilles Moec di Deutsche Bank.

In Europa oggi sono usciti anche i dati sulla produzione industriale di gennaio della Francia, sopra le attese con un +1,6% mensile, e della Gran Bretagna, che invece ha sorpreso negativamente con un -0,4%.

SU PIL PESA DINAMICA NEGATIVA CONSUMI

In un contesto di generale delusione per la revisione al ribasso del Pil gli analisti citano in particolare la sorpresa negativa della dinamica dei consumi. "Con la coda degli incentivi alle auto e le forti vendite al dettaglio, ci aspettavamo un contributo positivo che non è arrivato", commenta Laura Cavallaro di Aletti Gestielle.

Da sottolineare invece l'andamento positivo delle scorte, che "in Italia non si era ancora verificato dalla crisi in poi: è la prima accumulazione, che segue gli smaltimenti dei trimestri precedenti", prosegue l'analista. "Alla luce di questo andamento, nei prossimi trimestri ci aspettiamo una crescita bassa o negativa dei consumi, mentre vediamo una ripresa degli investimenti, dopo la caduta di fine 2009, anche in base al dato fortissimo di produzione industriale di gennaio".

Anche gli economisti Unicredit leggono, in uno scenario di debolezza diffusa, alcuni segnali positivi. Per quanto riguarda gli investimenti, il calo più contenuto del previsto dei macchinari "segnala che la dinamica del capex è indirizzata verso una modesta ripresa, in linea con il messaggio che emerge dalla maggior parte delle indagini congiunturali", si legge in una nota dal titolo "Italia: segnali di crescita contrastanti".

Inoltre, prosegue la nota, "la forte crescita delle importazioni potrebbe nascondere un incremento della domanda di beni intermedi da parte delle imprese che probabilmente adesso sono pronti a entrare nel processo produttivo. Questo a sua volta potrebbe spiegare il marcato aumento delle scorte".

- ha collaborato Giuseppe Fonte

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