Usa, licenziamenti previsti febbraio a minimi da 2006-Challenger

mercoledì 3 marzo 2010 14:47
 

NEW YORK, 3 marzo (Reuters) - Il numero di licenziamenti preannunciati dalla corporate America in febbraio è sceso ai minimi dal 2006, in un contesto che pare sempre più lontano dal pianificare esuberi anche se una fase di ripresa delle assunzioni resta un po' lontana.

Lo dicono i dati raccolti per il mese dal rapporto Challenger, Gray & Christmas, Inc, secondo cui i tagli annunciati lo scorso mese dagli imprenditori sono stati 42.090, il numero più basso dai 37.178 esuberi del luglio 2006.

"C'è la generale sensazione di una svolta. I programmi di riduzione del personale mostrano importanti segnali di stabilizzazione, ci sono buone possibilità che si avvicini una fare di ripresa delle assunzioni"" commenta John Challenger, Ceo della società specializzata.

Il dato di febbraio è più basso del 41% rispetto ai 71.482 esuberi annunciati a gennaio e lontanissimo dai 186.350 tagli attesi nel febbraio del 2009.

Dopo il dato record del gennaio 2009, 241.749 esuberi annunciati, la tendenza è stata stabilmente in miglioramento.

"Ci potrebbero volere un paio di mesi per vedere una ripresa delle assunzioni, ma è evidente che i datori di lavoro pensano sempre meno a ridurre e si avviano a ricominciare ad assumere" secondo Challenger.

Un programma forte di licenziamenti del mese scorso è stato quello legato alla fusione dei colossi farmaceutici Merck & Co. (MRK.N: Quotazione) e Shering-Plough, ricorda il rappoprto.

E Challenger prevede "di vedere ancora più riduzione di personale legate all'M&A e a spostamenti strategici di settore delle società".

Oggi un altro dato importante sull'occupazione Usa in febbraio, quello relativo agli addetti del settore privato, ha segnalato un calo modesto e in linea alle attese di sole 20.000 unità. E' stato invece rivisto al rialzo il consuntivo di gennaio, che triplica quasi a 60.000 unità dalle 22.000 prima annunciate.