March 2, 2010 / 1:43 PM / 7 years ago

PUNTO1-Lavoro,in 2010 a rischio 200.000 posti; riforma fisco-Uil

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ROMA, 2 marzo (Reuters) - La crisi economica non è ancora finita e nel 2010 sono a rischio oltre 200 mila posti di lavoro.

Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nella relazione di apertura al XV congresso nazionale del sindacato, aggiungendo che il governo deve avviare subito dopo le elezioni regionali di marzo il confronto sulla riforma fiscale. Farla nel 2013 è troppo tardi.

Secondo Istat, il tasso di disoccupazione italiano ha raggiunto nel mese di gennaio l'8,6%, segnando il livello più alto da almeno gennaio 2004. In termini assoluti, tra gennaio 2010 e gennaio 2009 le persone con un lavoro sono diminuite di 307 mila unità. Dal mese di aprile 2008, quando l'Italia è entrata in recessione, i posti di lavoro bruciati ammontano a oltre 600 mila.

Nel 2009, "grazie al complesso degli ammortizzatori sociali messi in campo sono stati evitati circa 400 mila licenziamenti. Ma per l'anno in corso sono ancora a rischio più di duecentomila posti di lavoro. Ecco perché noi chiediamo al governo di proseguire nella politica sin qui realizzata e di mettere in campo tutte le risorse necessarie per governare le crisi aziendali ed evitare un disastro economico e sociale", ha detto Angeletti.

Fisco, Dopo Regionali Governo Avvii Confronto

La Uil chiede anche al governo di avviare la riforma fiscale da subito, puntando su un taglio del carico su lavoratori dipendenti e pensionati piuttosto che su una riduzione delle aliquote.

"Ora dobbiamo mettere mano a una riforma fiscale perché l'attuale sistema non funziona, incoraggia l'evasione ed è iniquo ed inefficace", ha detto Angeletti precisando: "Pensiamo che già nel 2010 si possa cominciare a costruire un nuovo modello fiscale grazie a una concreta riduzione dell'evasione e finanziato con le risorse derivanti dalle plusvalenze sul trading finanziario e dai beni di lusso".

"Non abbiamo intenzione di aspettare il 2013 per avere una riduzione delle tasse. Subito dopo elezioni non staremo con le mani in mano se non dovesse iniziare il confronto. Noi non facciamo piattaforme per proclamare gli scioperi, ma non abbiamo derubricato il conflitto dalle nostre iniziative", ha precisato il leader sindacale.

Anche la Cisl vuole avviare il confronto con il governo questa primavera mentre la Cgil ha già indetto uno sciopero generale per il 12 marzo a tutela dell'occupazione, per interventi fiscali a vantaggio di lavoratori dipenenti e pensionati e per un cambio di marcia nelle politiche sull'immigrazione.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato a inizio d'anno la riforma fiscale entro il 2010, frenato poi dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti secondo il quale c'è tempo fino al 2013, anno in cui termina la legislatura.

Tremonti, che domani interverrà al congresso della Uil, ha detto che la riforma si autofinanzierà e che non è facile ridurre le aliquote in un Paese come l'Italia che ha un alto debito pubblico.

Per le famiglie la Uil ritiene che "invece del quoziente familiare sia più efficace introdurre un bonus di quantità significative per ogni figlio a carico".

Infine Angeletti ha ribadito come il sistema previdenziale italiano sia in equilibrio anche nel lungo periodo e sul quel fronte "la vera riforma che dovremmo mettere in campo è quella per aumentare le pensioni".

Anche su questo tema, Berlusconi ha dichiarato di recente che le pensioni pesano sempre più sui conti pubblici e l'Italia ha posto il problema a livello europeo; al contrario il suo ministro dell'Economia ha ribadito che il nostro Paese non ha bisogno di riformare il proprio sistema pensionistico a differenza di altri in Europa che si trovano ad affrontare squilibri rilevanti.

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